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Meglio senza il quorum

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di Francesco Pigliaru *
Vi sembra assurdo che un referendum a cui partecipano pochi elettori possa bloccare un disegno di legge approvato dalla maggioranza del Consiglio regionale? Leggete qui. Potreste cambiare idea.


Nuova 1.11.07Vi piacerebbe partecipare a un gioco le cui regole possono essere decise e modificate solo da uno dei giocatori? Se pensate che stia parlando di sport, sbagliate: qui si parla del mistero del quorum nel referendum sulla Statutaria. Un mistero con cui dovremo convivere ancora per un po’, data la decisione della Corte di Appello di sospendere la promulgazione della legge e di rimettere gli atti alla Corte Costituzionale.

Cosa c’è di misterioso nella vicenda del quorum? Che i referendum “confermativi” non prevedano il quorum, questo ormai sembra chiaro più o meno a tutti. In molti, però, questa scoperta ha creato sconcerto, per una sua ovvia implicazione: senza quorum, la promulgazione di una legge può essere impedita anche da un unico elettore.

Sconcerto un po’ tardivo, per la verità, dato che nell’ottobre del 2001 abbiamo votato seneramente senza quorum per il referendum sul federalismo. Nel 2002, poi, si è svolto in Friuli un referendum sulla Statutaria di quella regione, anche qui senza quorum (è andato alle urne il 23% degli aventi diritto).

Dunque, un principio generale esiste ed è ben conosciuto. Comunque sia, molti continuano a chiedersi: perché esiste? Che senso ha? Che funzione svolge?

Per risolvere l’apparente mistero, conviene ragionare sugli incentivi che l'assenza del quorum, come ogni norma, determina (per chi fosse interessato agli aspetti più strettamente giuridici, rimando all’articolo, molto chiaro, di Omar Chessa su www.inSardegna.eu).

Procediamo con ordine. Ipotizzate che raggiungere il quorum in un referendum su materie complesse sia difficile (nella pratica è proprio così). Ipotizzate ora di avere una norma che dice: se cambiate le regole del gioco per conto vostro, senza cercare un consenso più ampio, gli esclusi possono ricorrere facilmente al referendum (infatti, nello Statuto sardo è previsto che sia “facile” ricorrere al referendum in caso di approvazione della Statutaria da parte della maggioranza assoluta del Consiglio, e “difficile” nel caso di approvazione da parte dei due terzi dei consiglieri).

In questo schema, il referendum svolge il ruolo di una “minaccia credibile” che dovrebbe incentivare chi governa a cercare un consenso ampio intorno alle proposte su nuove regole generali. E’ un incentivo molto importante, ragionevole e condivisibile: le regole del gioco democratico sono un bene immateriale prezioso per tutti, indipendentemente dalle appartenenze politiche. Ma quanto funziona questo incentivo? Molto, se non c’è il quorum; molto meno se invece c’è ed è considerato difficile da raggiungere.

Siete tra quelli che pensano sia saggio cambiare le regole del gioco con maggioranze ampie, almeno un po’ “bipartisan”? Allora dovreste considerare pericolosa l’esistenza di un quorum in referendum confermativi. Semplicemente perché la sua presenza alimenta in chi governa la tentazione di imporre cambiamenti a “colpi di maggioranza”. E siccome le maggioranze cambiano spesso, il rischio è di creare norme fondamentali e istituzioni instabili e poco credibili, continuamente soggette alle contingenze del ciclo politico.

L’assenza di quorum aiuta la politica a disegnare buone istituzioni e dunque svolge un ruolo che dovrebbe essere apprezzato da tutti, qualunque sia l’opinione che ognuno di noi si è fatto sulla Statutaria della nostra regione.

Sul contenuto della quale quale, però, si può dire almeno questo. L’imperdonabile pasticcio tutto sardo sul quorum ha annullato l’incentivo virtuoso che ho descritto fin qui, e può aver convinto chi governa della possibilità di seguire la via facile: maggioranza minima in Consiglio, e niente paura di un referendum che difficilmente avrebbe raggiunto il quorum. Senza quel pasticcio oggi avremmo una Statutaria migliore.



* Da: La Nuova Sardegna, 1 novembre 2007

[Il giorno successivo La Nuova Sardegna ha pubblicato il seguente Errata: "Referendum e quorum. Per un errore, sull’edizione di giovedì 1 novembre, il titolo dell’articolo di Francesco Pigliaru sul Referendum, «Meglio senza il quorum», è diventato «Meglio il quorum», capovolgendo il senso di quanto scritto dall’autore. Ce ne scusiamo con lui e con i lettori."]


Volete aggiungere un commento? Inviatelo a commenti@insardegna.eu, indicando il vostro nome e cognome (obbligatorio) e specificando nel soggetto del vostro messaggio il titolo di questo articolo.



by Francesco Pigliaru last modified 2007-11-02 10:37

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