Personal tools
You are here: Home Argomenti Ricerca e Innovazione Master & Back. Il valore dei saperi

Master & Back. Il valore dei saperi

Document Actions
di Emanuela Marrocu *

Master and Back non è soltanto un valido strumento per incrementare il capitale umano ma anche il nostro capitale sociale e per ridurre l’elevato livello di autoreferenzialità che caratterizza la società sarda, a partire purtroppo dalla sua università. Su questo tema vi proponiamo alcune riflessioni di Emanuela Marrocu.


Lo scorso dicembre Sardinews ha dedicato un dettagliato dossier al programma Master and Back (M&B) promosso dalla Regione Sardegna per la formazione post-universitaria. Il programma, come noto, attraverso uno stanziamento di ben 53 milioni di euro in tre anni, prevede il finanziamento di programmi di alta formazione e stage e di percorsi di inserimento lavorativo.

ticketIl dossier si apre definendo il programma come uno dei progetti “rivoluzionari” della Regione. In realtà, per quanto riguarda la parte master la Regione Sardegna prevede già da molti anni il finanziamento di borse di studio post-lauream, la componente back rappresenta invece un’assoluta novità nel panorama isolano. Ciò che risulta sicuramente di rivoluzionaria portata è il fatto che tutti i corsi di alta formazione devono svolgersi "al di fuori del territorio regionale". Questa non si è rivelata certo una condizione neutra, è stata spesso criticata e da alcuni è stata persino interpretata come atto di disistima della Regione verso il sistema universitario isolano. Niente di più sbagliato.

Non che i motivi di disistima per l’università sarda manchino, ma almeno questa volta vanno cercati altrove. Il fatto che un’esperienza formativa possa svolgersi al di fuori della propria regione, e spesso al di fuori del proprio paese, le conferisce automaticamente più valore perché unisce l’arricchimento di conoscenze scientifiche e competenze professionali a quelle personali e culturali. Alcuni studiosi sostengono addirittura che il più efficace metodo per il trasferimento di conoscenze sia il cosiddetto knowledge transfer on legs (si veda il recente articolo di Anna Pireddu); in tempi in cui si sta rapidamente diffondendo lo studio a distanza con l’ausilio delle tecnologie telematiche (e-learning) è di straordinaria importanza che una Regione come la Sardegna finanzi proprio la conoscenza che si sposta sulle gambe delle persone, che vanno, studiano, trovano impiego e decidono di tornare nella loro regione portando nelle imprese locali il loro capitale umano e non solo.

Queste persone avranno necessariamente sviluppato una sensibilità particolare verso l’apertura, verso tutto ciò che è diverso, che è “altro” da noi, da noi sardi. Vedere l’”altro” come opportunità di scambio e di crescita e non come minaccia, come qualcuno pericoloso che può danneggiarci o sottrarci qualcosa. E’ a questo punto sin troppo facile far riferimento a quanto è accaduto di recente in Sardegna sulla vicenda rifiuti, paure e preoccupazioni di per sé legittime si sono trasformate in chiusura, egoismi individuali, che biecamente strumentalizzati da alcuni politici, si sono rapidamente tradotti in egoismi sociali e in atti di violenza assolutamente esecrabili. Si è perso di vista e gettato via alla stregua di un qualsiasi rifiuto uno dei valori cui i sardi dicono di tener molto, quello della solidarietà verso chi si trova in difficoltà.

Il M&B è da considerarsi quindi come un valido strumento per incrementare non solo il capitale umano ma anche il capitale sociale, termine usato per definire il grado di fiducia negli altri, il rispetto delle istituzioni, la solidarietà, è molto difficile dare una definizione accurata e precisa del capitale sociale, ma gli esperti di scienze sociali di una cosa sono certi: fa assolutamente bene alla nostra società. Per questi motivi e per ridurre l’elevatissimo e asfissiante livello di autoreferenzialità che caratterizza la società sarda, a partire purtroppo dalla sua università, è essenziale che sempre più giovani laureati intraprendano i percorsi formativi all’estero e magari vi svolgano anche le prime esperienze lavorative. Se la parte back del progetto non dovesse vedere un gran numero di rientri immediati, questo non andrebbe interpretato come un fallimento del progetto, significherebbe che i giovani sardi hanno avuto successo nei loro corsi post-universitari e hanno trovato impiego presso imprese, centri di ricerca o università nazionali o estere, contribuendo a creare una preziosissima rete di contatti cui le successive generazioni di laureati possono senz’altro far riferimento. Anche in questo modo si spezza il circolo vizioso dell’autoreferenzialità.

Tuttavia, bisogna sottolineare che la retribuzione prevista dal programma per il rientro è assolutamente inadeguata, dopo circa vent’anni della propria vita passati a studiare e ad accumulare conoscenze e competenze è quanto meno poco competitivo pagare un giovane di talento che rientra con circa mille euro netti al mese. Questo è un aspetto di cui la Regione deve tener conto per non innescare meccanismi di selezione sfavorevole che fanno sì che rientrino in Sardegna solo i giovani meno brillanti. Anche il tessuto produttivo isolano sembra piuttosto sonnacchioso rispetto all’inserimento lavorativo, non sembra aver colto a pieno le potenzialità di una forza lavoro altamente qualificata come quella di cui sta disponendo la Sardegna in questi anni, si pensi che sono state assegnate ben 957 borse solo nel primo bando del programma, a fronte delle circa 130 erogate sino al 2004.

Il giudizio su M&B è sicuramente positivo, ma è necessario sottolineare che ancora una volta la macchina amministrativa della Regione ha mostrato un’alta propensione all’inceppamento burocratico, i beneficiari delle borse lamentano considerevoli ritardi nell’erogazione del finanziamento, in questo niente di rivoluzionario purtroppo ma tutto molto in linea con il passato. La conseguenza più grave di questi ritardi è che se le borse di studio vengono erogate alla fine dei corsi si configurano come meri rimborsi facendo gravare sulle famiglie l’onere di anticipare le somme necessarie; questo è profondamente iniquo per gli studenti che provengono da famiglie non benestanti, che a fronte dell’incertezza magari preferiscono rinunciare a presentare la domanda.



* Pubblicato anche sul numero di gennaio di Sardinews




Volete aggiungere un commento? Inviatelo a commenti@insardegna.eu, indicando il vostro nome e cognome (obbligatorio) e specificando nel soggetto del vostro messaggio il titolo di questo articolo.



by Emanuela Marrocu last modified 2008-01-30 17:20

Powered by Plone CMS, the Open Source Content Management System

This site conforms to the following standards:

Bookmark and Share