Presidenti e coalizioni, opinioni e numeri
Molti commenti sulle elezioni sono stati condizionati dalla mancanza di numeri affidabili. Questa carenza ha generato parole sul voto disgiunto non sempre riscontrabili e così sul rapporto tra voto ai presidenti e coalizioni. Con qualche numero in più cerchiamo di esaminare alcune tendenze emerse nel confronto con il voto del 2004.
La tentazione di commentare il risultato delle elezioni regionali con un propria opinione è forte. E' opportuno tuttavia vedere prima un po’ di numeri veri e raffrontarli con quelli dellle elezioni regionali del 2004 per iniziare a condividere un’idea più concreta. Sono numeri non definitivi, basati su una proiezione del risultato finale in base a quelli ora disponibili.
Ma, dato che le sezioni disponibili sono il 99%(1791 su 1812) sul collegio regionale, ed il 96% (1748 su 1812) su quelli circoscrizionali, la proiezione è sicuramente attendibile.
E' opportuno premettere che chi scrive ha votato per il Partito democratico e per Renato Soru, anche se non convinto delle modalità con cui si è, ed è stato proposto. L’analisi dei numeri quindi potrà soffrire di qualche partigianeria che certamente si dovrà scontare.
Per punti.
Voto ai Presidenti nel collegio regionale, voto separato e voto disgiunto
E’ un argomento molto toccato in tutti i commenti che finora sono stati fatti. In particolare si è parlato di voto disgiunto (voto ad un partito ed a un Presidente di coalizione differente) che, al di là delle sensazioni riferite da molti non è possibile (almeno per ora) quantificare.
Alcuni accennano al voto disgiunto facendo riferimento alla differenza di voti tra i Presidenti e le loro liste, ma è un errore. Il saldo assoluto e sul totale di questi numeri è dato (in questo sistema elettorale) solo dai voti definibili separati oppure unici (voto al candidato Presidente senza voto al partito).
Da questo punto di vista colpisce l’aumento di questa modalità di voto nel suo complesso.
Nel 2004 la differenza era di 115 mila voti, quest’anno (seppur meno di quanto sembrava in un primo momento) è stata di 141 mila voti (+22,5%).
Se si guarda ai singoli candidati, Renato Soru ha confermato (altra sorpresa) il valore aggiunto rispetto alle sue liste in termini assoluti. Nel 2004 aveva registrato 94 mila voti in più, poco meno nel 2009 (93.368). Si Sottolinea il termine sorpresa perché dai primi commenti sembrava che quest’effetto potesse essere maggiore. In una condizione di sconfitta sembrerebbe al contempo che questo valore non sia stato aggiuntivo bensì redistributivo di voti che già (nei grandi numeri) appartenevano al centro sinistra.
Ugo Cappellacci ha portato un valore aggiunto pari a 38 mila voti, quasi triplicando il valore che era riuscito a generare nel 2004 Mauro Pili (15.524). In questo caso pare trattarsi proprio di valore aggiunto conquistato al campo avverso perché i voti dei partiti della sua coalizione (che ha ottenuto il 56%) sono comunque molto più alti (+87 mila) di quelli della coalizione che aveva sostenuto Mauro Pili.
Il voto disgiunto, che avrà sicuramente operato in termini che potremo vedere nelle analisi più approfondite, pare più che compensato dal voto specifico dato a Cappellacci. Va ricordato che tale tipo di voto non può essere pilotato da apparati interessati a propri candidati, perché sollecitare il voto solo al Presidente avverso non dà nessuno beneficio ai propri candidati in lista.
Va sottolineato infine, nel piccolo, il pessimo risultato di Balia che ha preso molti meno voti del suo partito e, di contro, l’ottimo risultato di Sale che ha doppiato i voti del suo movimento.
Il voto ai partiti
L’analisi di questi numeri ed i confronti con il 2004 mostrano le maggiori sorprese. Confermato che il dato più eclatante è l’arretramento del Partito Democratico rispetto alla somma dei Partiti di provenienza (- 65 mila), a ben guardare si possono notare, nell’insieme, delle cose non sottolineate da alcuno.
Il dato relativo alle coalizioni nei collegi circoscrizionali rispecchia infatti (in larga parte) lo spostamento di alleanze che ha caratterizzato queste elezioni. Nel 2009 la coalizione che ha sostenuto Cappellacci ha ottenuto il 56% dei consensi e quella di Soru il 39%. Sembrerebbe una differenza rilevante rispetto al 45,8% a 44,2% del 2004 a favore di Soru.
Tuttavia le coalizioni non sono più le stesse. Ci sono stati spostamenti al loro interno, al loro esterno, e tra loro.
Se noi sommassimo i voti ottenuti nel 2004 dai partiti che nel 2009 hanno sostenuto Cappellacci vedremmo che sarebbero arrivati come coalizione al 55%; e se facessimo la stessa operazione per partiti che sono rimasti con Soru arriveremmo al 39,6%. Ed altre elaborazioni sullo stesso punto potranno essere significative.
Anche se il paragone non è in assoluto omogeneo si può affermare con buona approssimazione che le alleanze, o le non alleanze, gli incontri e gli addii, hanno certamente influito in maniera significativa, forse decisiva, sul risultato finale.
Concludendo, tutti i numeri potranno essere approfonditi con specifiche elaborazioni territoriali, e sui singoli partiti. Se si vuole capire la sconfitta o preparare nuove vittorie però sarà necessario, in futuro, attenersi più ai fatti e meno alle sensazioni ed alle emozioni.