I nuovi giganti dell'energia
E’ stato presentato ieri a Londra il nuovo “World Energy Outlook” dell’Agenzia Internazionale dell’Energia interamente dedicato alla Cina e all’India, i giganti emergenti dell’economia mondiale e dei mercati internazionali dell’energia.
Lo straordinario sviluppo economico e dei paesi asiatici sta trasformando il sistema energetico mondiale per l’importanza delle loro dimensioni e del loro peso crescente nel commercio internazionale dei combustibili fossili. Allo stesso tempo questi paesi sono sempre più esposti alle variazioni dei mercati energetici mondiali poiché non essendo se dei paesi produttor non in modo marginale, i, hanno aumentato in maniera inequivoca il loro fabbisogno energetico, e sono stati costretti ad importare sempre di piú. La tendenza alla crescita economica sembra essere destinata a continuare nel futuro e a mantenere sostenuto l’incremento della loro domanda di energia.
Prospettive allarmanti
Le conseguenze per Cina ed India, ma anche per i paesi industrializzati e per il resto del mondo, di una crescita incontrollata della domanda mondiale di energia sono, tuttavia, allarmanti.
Pochi dati bastano a far comprendere il problema che abbiamo di fronte. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia nello scenario inerziale, quello che considera una sorta di evoluzione tendenziale delle politiche, i fabbisogni energetici mondiali, aumenterebbero tra il 2005 ed il 2030 del 55% , con un tasso medio annuo pari al 1,8%.
In questo arco di tempo i combustibili fossili continuano a rimanere la principale fonte di energia primaria, soddisfacendo l’84% dell’aumento totale della domanda. Il petrolio rimane il combustibile più utilizzato, sebbene la sua percentuale nella domanda mondiale subisca una flessione dal 35% al 32%.
La domanda di petrolio raggiunge i 116 milioni di barili al giorno nel 2030 (32 in più rispetto al 2006) che equivale ad un incremento percentuale del 37%. In linea con il marcato aumento degli ultimi anni - e contrariamente a quello che si sosteneva solo qualche anno fa - il carbone registra il più grande incremento della domanda in termini assoluti, aumentando del 73% tra il 2005 ed il 2030, e vedendo crescere in tal modo la propria percentuale nella domanda totale di energia dal 25% al 28%.
Il problema carbone
Il tema del carbone è ancor più preoccupante se si considera il tema ambientale e si tiene conto che i 4/5 dell’incremento complessivo del consumo deriva dalla Cina e dall’India che non hanno ad oggi alcun controllo sulle emissioni.
Anche la percentuale del gas naturale aumenta, per quanto in misura minore, dal 21% al 22%. Il consumo di energia elettrica raddoppia, e la sua percentuale nel consumo finale di energia sale dal 17% al 22%.
Per soddisfare la domanda mondiale prevista saranno necessari investimenti in infrastrutture per l’approvvigionamento energetico pari a circa 22 mila miliardi di dollari. Il finanziamento di questi investimenti rappresenta certamente una delle principali sfide dell’industria.
Il continuo e crescente ricorso alle fonti fossili, ed in particolare il massiccio ricorso al carbone, contribuirà in misura evidente a incrementare le emissioni di CO2 legate all’energia durante il periodo considerato.
Nello scenario inerziale, le emissioni aumentano del 57% tra il 2005 ed il 2030. Stati Uniti, Cina, Russia ed India contribuiscono per i 2/3 a questo aumento. La Cina, che ha già superato gli Stati Uniti quale maggior responsabile delle emissioni nel 2007, è il paese con la quota più alta di emissioni addizionali,. L’India diventa il terzo maggior responsabile intorno al 2015. Tuttavia, se consideriamo le emissioni pro capite della Cina al 2030 queste sono solo il 40% di quelle degli Stati Uniti e circa i 2/3 di quelle dei paesi OCSE in aggregato. Al contrario, in India le emissioni rimangono di gran lunga inferiori rispetto a quelle dei paesi OCSE, anche se aumentano più velocemente di quelle di quasi tutte le altre regioni.
Quali le principali lezioni che si possono trarre da questo corposo volume di quasi 700 pagine?
Costi e benefici della rapida crescita globale
Il rapido sviluppo economico di Cina ed India comporterà inevitabilmente un aumento della domanda mondiale di energia, ma porta con sé anche importanti vantaggi economici per gli altri paesi. L’espansione economica di Cina ed India sta certamente creando opportunità di export per alcuni paesi verso, mentre incrementa la possibilità per altri di accedere ad un ventaglio più ampio di prodotti importati e di servizi a prezzi competitivi. Tuttavia, le crescenti esportazioni di Cina ed India aumentano anche la pressione per la competizione sugli altri paesi, portando ad aggiustamenti strutturali, in particolar modo in quei paesi con industrie dell’export in competizione con Cina ed India. I bisogni crescenti di beni rischiano di far aumentare i prezzi internazionali di diversi beni, inclusi quelli energetici, in particolar modo se gli investimenti sul lato dell’offerta sono limitati.
Fra i tanti temi trattati nel volume quello degli investimenti, per esempio, deve ancora essere affrontato in modo conclusivo. L’Agenzia ha spesso ricordato in questi anni, e lo ricorda ancora con forza, come sia necessario uno sforzo da parte dei paesi produttori, per incrementare gli investimenti per favorire un riaggiustamento complessivo del mercato ed in particolare di quello del petrolio. L’effetto congiunto dell’assenza di queste politiche da parte dei paesi produttori unito alla tensione sulla domanda di petrolio che deriva da Cina ed India potrebbe condurre ad una situazione estremamente critica. L’incremento di domanda di questi paesi, che nel 2030 potrebbero importare tanto petrolio quanto Stati Uniti e Giappone oggi, potrebbe peraltro incrementare il potere di mercato dell’OPEC e della Russia. L’Agenzia stima che i 3/4 dell’incremento previsto di petrolio potrebbe venire da quelle aree.
Un secondo elemento che emerge con chiarezza è il cambiamento complessivo dello scenario politico e strategico. Negli ultimi 50 anni il mondo del petrolio ha visto (con fasi e tempi diversi) la contrapposizione tra paesi produttori (per semplificare i paesi OPEC) e paesi consumatori (sempre per semplicità l’area OECD). Già da oggi, e nel futuro ancor di più, Cina ed India si riprenderanno quel ruolo di traino che gli apparteneva 150 anni fa ed il mondo dell’energia si sposterà gradualmente verso quelle aree per aprire un nuovo e articolato confronto tra produttori e nuovi consumatori. Quale sarà il ruolo che i paesi industrializzati vorranno avere resta un punto tuttora non pienamente esplorato.
L’emergere di Cina ed India tra i principali protagonisti dei mercati energetici mondiali rende ancora più importante che tutti i paesi intraprendano provvedimenti incisivi e rapidi per frenare la crescente domanda di energia. Il problema più pressante – sostiene l’Agenzia - non é la scarsità di risorse naturali o di denaro, ma la mancanza di tempo.
Le sfide che pongono Cina ed India sono oggi le sfide del mondo. Un mondo sempre più interdipendente in cui nessuno può sentirsi al sicuro se qualche altro paese è a rischio. Questa nuova dimensione dell’interdipendenza deve trasformarsi in politiche di cooperazione per una risposta sicuramente complessa ma che deve essere necessariamente coordinata.
Da: Il Sole24Ore, 8 novembre 2007