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Il crack della politica. Spendere tanto per avere poco... o niente

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di Francesco Bistrussu

La politica costa al cittadino una fetta considerevole del nostro reddito. Un esercito di persone che vivono attorno al governo della cosa pubblica spesso dimenticando che sono li per governare e per far vivere meglio i cittadini costituendo una "casta" che punta al "possesso" della cosa pubblica. Il libro di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella "La Casta" sta riscuotendo un enorme successo svelando gli oscuri retroscena e vizi della nostra classe politica oramai più attenta alle esigenze di partito che a quelle del cittadino.


Venerdì 8 giugno 2007 la trasmissione MATRIX, su Canale 5 condotta da Enrico Mentana, ha rilanciato l'argomento partendo dall'ultimo libro di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella "La Casta" nella quale si parla della politica e dei politici come appartenenti ad una "casta" di privilegiati.

la castaLa politica costa al cittadino una fetta considerevole delle risorse pubbliche. A partire dal livello locale (dalle circoscrizioni fino al parlamento europeo) si assite ad un moltiplicarsi di "onorevoli" ed aspiranti tali che fanno si che talvolta le campagne elettorali siano più affollate di dandidati di quanto siano mai stati i megaconcorsi dell'INPS.

Oltre ai "costi" necessari ci sono una fetta enorme di sprechi che fanno si che il Quirinale costi quattro volte quanto costa Buckingam Palace e alla Camera ci sia un ristorante nel quale con poco più di 8 euro (nemmeno alla mensa aziendale!) nel quale si possa pranzare in un ambiente di lusso con 5 milioni di euro annui spesi per gli stipendi degli addetti e che nell'avvio dell'estate si presenti al senato una lettera per chiedere il gelato al ristorante... ma scherziamo?

La prima domanda che mi pongo è se c'è proprio bisogno di tutti questi politici. Me la pongo nel mero significato numerico e non qualitativo.

A ciascun livello di governo abbiamo numerosi "rappresentanti" del cittadino che, a partire dalle circoscrizioni, dovrebbero lavorare per gestire le risorse pubbliche e per agevolare la vita dei loro amministrati che ricordo sono gli "elettori" e non i "sudditi" del politico. Accando ai livelli istituzionali di governo abbiamo assistito, negli anni, alla nascita di numerosi enti intermedi che, a loro volta, hanno creato una ulteriore "casata" di politici: i nominati.

Accanto agli eletti troviamo la moltitudine dei "nominati" nei vari consigli di amministrazione di enti e società che rispondono direttamente alla politica: Comunità Montane, Consorsi di Bonifica, Consorzi Agrari, Consorzi industriali, Enti del turismo ecc. In una catena di relazioni nelle quali se non vieni eletto magari ti sistemano nel "reame".

Dalla recensione del libro "La Casta":

"Aerei di Stato che volano 37 ore al giorno, pronti al decollo per portare Sua Eccellenza anche a una festa a Parigi. Palazzi parlamentari presi in affitto a peso d'oro da scuderie di cavalli. Finanziamenti pubblici quadruplicati rispetto a quando furono aboliti dal referendum. "Rimborsi" elettorali 180 volte più alti delle spese sostenute. Organici di presidenza nelle regioni più "virtuose" moltiplicati per tredici volte in venti anni. Spese di rappresentanza dei governatori fino a dodici volte più alte di quelle del presidente della Repubblica tedesco. Province che continuano ad aumentare nonostante da decenni siano considerate inutili. Indennità impazzite al punto che il sindaco di un paese aostano di 91 abitanti può guadagnare quanto il collega di una città di 249mila. Candidati "trombati" consolati con 5 buste paga. Presidenti di circoscrizione con l'autoblu. La denuncia di come una certa politica, o meglio la sua caricatura obesa e ingorda, sia diventata una oligarchia insaziabile e abbia allagato l'intera società italiana. Storie stupefacenti, numeri da bancarotta, aneddoti nel reportage di due famosi giornalisti."

Questo libro corrosivo e documentatissimo spiega come la classe dirigente del Paese sia diventata una casta di intoccabili, pronti a sguazzare negli sprechi e nei privilegi delle principali istituzioni statali e delle amministrazioni locali. Racconta il business siciliano delle cliniche private e gli appalti per lo smaltimento delle scorie nucleari russe, le scandalose rendite di posizione dei sedicenti rappresentanti dei pensionati e delle casalinghe e l'indecente e matematico riciclaggio dei trombati alle elezioni. Senza guardare in faccia a nessuno, Stella e Rizzo vogliono suscitare quella sana indignazione da cui dovrebbe nascere la necessaria ribellione dei cittadini.

S.Agostino diceva: "La speranza ha due bellisimi figli: l'indignazione ed il coraggio". L'indignazione per potersi rendere conto delle cose che non vanno ed il coraggio di cambiarle... fino ad oggi ho visto poca indignazione e molto meno coraggio: anche nei "nuovi" politici della seconda repubblica.




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Commenti

Giacomo Meloni, 20 luglio 2007

Ho finito questa notte la lettura del libro di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella "La Casta" ED.RIZZOLI. GIUGNO 2007. Sono indignato,perchè ancora sono uno di quelli che si indignano, visto che ormai la maggior parte sembrano essersi arresi e quasi rassegnati allo strapotere dei politici,che,veramente sono diventati intoccabili.

Non che ignorassi lo spreco ed i costi della politica: Ne ero e ne sono ben consapevole, al punto che insieme a Franco Masu e tanti altri del Comitato spontaneo "Lu Puntulgiu-Il Grifone”, ho contribuito come Segretario della Confederazione Sindacale Sarda" a convincere 17 mila cittadini ad andare a firmare nei loro Comuni di residenza per sostenere una proposta di Legge popolare per diminuire del 50% l'indennità attuale dei Consiglieri Reg.li, che in Sardegna, oltre ad essere oggettivamente in numero sproporzionato se rapportato agli abitanti della nostra isola, godono di indennità esagerate, solo di poco inferiore ai loro colleghi consiglieri della Sicilia.

Peccato che di questa iniziativa il Libro non ne parli! Ho più volte detto in pubblico che 18.500 euro al mese sono uno stipendio di un giovane per tutto l'anno,senza contare i benefit e altri privilegi di cui gode questa classe politica. Ricordo che, incuriosito,chiesi ad un mio amico Vescovo quanto fosse la sua indennità,mi lasciò incredulo quando mi confidò che era di 2 mila euro al mese.

Mi chiedo quale lavoro gravoso ed indefesso facciano questi nostri consiglieri reg.li. Anche perchè se il valore del loro lavoro è così alto, il mio deve essere stato veramente un lavoro infimo, se da Quadro di livello superiore non arrivavo a prendere al netto 1.800 euro e,ora che sono in pensione, dopo 35 anni di attività e 60 anni di età, porto a casa 1.400 euro scarsi,mentre un mio amico ex consigliere reg.le che ha appena compiuto 60 anni ha ritirato la sua bella pensione di 3.018 euro, avendo a suo tempo fatto una legislatura e mezzo per cui ebbe anche una liquidazione a mo’ di risarcimento per il tempo dedicato alla politica attiva ben 140 milioni di vecchie lire.

Chi parla di pensioni e sta in Parlamento o nelle Istituzioni,dovrebbe avere un po’ più di pudore e rispetto!
Lo scandalo però sta nell'atteggiamento del Consiglio Regionale che,dopo un dibattito velocissimo, davanti alla proposta di discutere della proposta di legge sostenuta da 17 mila firme di elettori sardi, ha deciso all'unanimità -due soli astenuti gli on.li Paolo Pisu e Maria Grazia Calligaris- di trasmettere il tutto alla Commissione Consiliare Competente con la motivazione che non sussisteva l'urgenza !!!

Ancora più scandaloso è che questa proposta di Legge,depositata il 14/9/2005 giace ancora in Commissione e che il Presidente dell'Assemblea on.Giacomo Spissu, nonostante i solleciti del Comitato, non sembra risvegliarsi dal torpore, visto che la sua indennità di Presidente è di 24.500 euro.

Ma fa pensare ciò che disse il Presidente Soru in una intervista che sarebbe un errore non rendere appetibile la politica anche da un punto di vista del guadagno,diversamente ci sarebbe il rischio che i giovani non sarebbero interessati.

Nel libro "La Casta" l'on.Renato Soru è citato ben cinque volte e giustamente viene elogiato per aver ridotto le Comunità Montane da 25 a 8; di aver scoperto un appalto alla ASL 8 di 40 milioni di euro e di averlo annullato e riproposto per 8 milioni e mezzo di euro; di aver fatto piazza pulita, riducendole all'osso, le spese di rappresentanza e di vigilare attentamente sui suoi assessori; infatti non ha perdonato all'ex assessore Elisabetta Pilia di aver speso ben 4 mila euro per un rinfresco ed in modo quasi maniacale controlla tutte le spese di rappresentanza talvolta anche in modo ridicolo, prendendosela anche per le spese necessarie sostenute per il convegno internazionale in memoria del nostro Antonio Gramsci.

Peccato che al nostro Presidente sfugga che all'attuale Direttore della ASL 8 non piaccia fare le riunioni di Commissione nei suoi Uffici, dove pure vi sono le sale adatte, ma prenoti sempre uno dei più lussuosi Hotel di Cagliari e che agli autori del Libro sia sfuggito che il nostro Presidente/Governatore sia scivolato pesantemente su un appalto di 60 milioni di euro.

Di questo non si parla,così com'è riduttivo e fazioso accusare di lesa maestà solo l'ex Presidente del Consiglio Reg.le on. Serrenti per la scandalosa e milionaria richiesta di invalidità e vistosamente si taccia che ben altri tre consiglieri hanno fatto analoga domanda.

Mi dispiace che sui costi della politica sia finito nel mirino proprio il Presidente della neo Provincia del Medio Campidano Pierfranco Gaviano, ma le 8 Province sono state volute con Legge Reg.le a larghissima maggioranza dal Consiglio Reg.le della Sardegna e come tali devono essere messe in grado di funzionare.
Si dice che non ci sono i soldi. Ebbene io un modo provocatorio per dare i soldi alle Province l'avrei, pur essendo stato uno dei sostenitori come CSS che in Sardegna bastassero 5 Province e che la sola che avesse una reale consistenza e autonomia fosse unicamente la Gallura.

Ecco la proposta (provocatoria). Sapete come sovvenzionerei la Provincia dell'Ogliastra? Farei pagare 20 anni di spreco di denaro pubblico buttato al vento per animare l'ex Cartiera di Arbatax. Vorrei proprio che l'on.Soru incaricasse un esperto contabile e si facesse dire quanti miliardi sono stati sprecati dai manager, dai politici di turno,dai sindacalisti "duri" e da molti operai "scandalosamente assenteisti" quando la Cartiera stentava a produrre.

Ma ci fu chi volle far fallire la forestazione e preferì importare la cellulosa dalla Polonia e chi rifiutò l'accordo con la Burgo e chi regalava la carta per giornale a tutti i quotidiani di ogni partito e chi con la scusa dei distacchi e permessi sindacali e politici si faceva vivo solo il 27 di ogni mese per riscuotere lo stipendio.

Era una vergogna. Meno male che l'on.Soru questa volta non si è lasciato condizionare dai poteri forti nè dai sindacalisti "duri" e ha avuto il coraggio di comprare l'ex area della Cartiera, togliendola dalle mire speculative degli amici e di qualche compagno, per favorire industrie non inquinanti e non energivore.

by Francesco Bistrussu last modified 2007-07-20 11:26

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