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Budapest, 28 agosto: la Marshall Lecture di Luigi Guiso

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Ogni anno, alla fine di agosto, centinaia di economisti provenienti da tutta Europa, e non solo, partecipano al congresso annuale della European Economic Association. E’ un evento importante per fare il punto sulla ricerca accademica internazionale, per scambiare idee, per rinforzare legami e scambi scientifici.

Durante la conferenza, pochissimi eventi hanno il privilegio di svolgersi in sessione plenaria. Tra questi, la Marshall Lecture, che ogni anno viene assegnata a un economista la cui ricerca ha raggiunto un alto grado di visibilità e prestigio presso la comunità scientifica internazionale.

Quest’anno il congresso si è tenuto a Budapest e la Marshall Lecture è stata affidata a Luigi Guiso, economista sardo, nato a Bitti, laureato a Sassari, Master alla London School a Londra, poi un lungo percorso di ricerca tra Banca d’Italia, MIT di Boston, Università di Sassari, University of Chicago e ora Istituto Universitario Europeo a Firenze.

Nella sua Lecture, Guiso ha affrontato un tema di enorme interesse per chiunque si interroghi sulle ragioni della persistenza dei divari economici e sulle politiche che possono essere adottate per ridurli.

In particolare, Guiso mostra come il c.d. “capitale sociale” può fornire una importante spiegazione di quei divari. Per dimostrare questo punto, Guiso fornisce una nuova definizione di capitale sociale come “cultura”, basata su valori, norme e “beliefs” (es.: quanta fiducia è giusto avere negli altri?) condivisi dagli individui che fanno parte di gruppi sociali, etnici, religiosi, e che vengono trasmessi da generazione a generazione per consentire ai membri del gruppo di agire insieme in modo più efficace per perseguire obiettivi condivisi.

Per Guiso, una volta raggiunto un certo livello (stock), questo capitale sociale tende a persistere negli individui che formano via via le nuove generazioni del gruppo, e a esercitare una importante influenza (positiva o negativa) sui loro destini economici, anche quando quegli stessi individui emigrano in aree caratterizzate da contesti istituzionali e sociali del tutto diversi da quelli di origine.

In altre parole, la cultura che si forma dentro un determinato gruppo può ovviamente cambiare nel tempo, ma lo fa molto lentamente. Questa lentezza sarebbe, secondo Guiso, all’origine della notevole persistenza che caratterizza divari economici anche molto ampi.

Il tema dunque è importante sia per l’analisi economica che per il disegno di politiche adeguate (la carenza di analisi condanna le politiche al fallimento, e di fallimenti ne abbiamo visti innumerevoli esempi anche solo nel caso della nostra regione).
Per chi è interessato ad approfondire il tema, le slides della presentazione di Guiso a Budapest possono essere consultate cliccando qui sotto.

Attachments
Marshall_lecture.pdf Marshall_lecture.pdf
(Marshall_lecture.pdf - 505.10 Kb)
by fp last modified 2007-09-17 16:19

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