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In Sardegna, oggi

by inSardegna.eu last modified 2010-02-04 17:40

"Non conta quanto talento possa avere una persona, non conta quanta energia possa avere, non conta quanta integrità e quanta onestà possa avere. Se è da solo, particolarmente se è un politico, può fare ben poco". Robert Kennedy, discorso in memoria di John Fitzgerald Kennedy alla Convenzione democratica del 1964.


Buone politiche

sardNegli ultimi decenni la Sardegna ha fatto enormi passi avanti dal punto di vista del benessere economico e sociale. Nonostante questo, c’è ancora molto da fare. Se prendiamo come indicatore di benessere il reddito medio di chi vive in Sardegna, la distanza tra noi e il resto d'Italia e d'Europa è, infatti, ampia e stabile.

La persistenza di questo ritardo non dipende da (o non solo da) carenza di risorse pubbliche. Molti soldi sono stati spesi molto male, sulla base dell’errata ma diffusa convinzione che spendere è un atto che produce comunque benefici netti. Non è così. Spendere male spesso significa rischiare di rinforzare gruppi di pressione interessati a ottenere privilegi corporativi a discapito dell'interesse generale. Le cattive politiche finanziano gli avversari delle buone politiche, con la conseguenza che adottare queste ultime diventa più difficile.

Tuttavia, una regione in ritardo non può affidarsi esclusivamente al funzionamento del libero mercato: la creazione e l'equa distribuzione della ricchezza dipendono anche dalla capacità di disegnare, adottare e implementare buone politiche.

Un antidoto

Come è possibile adottare politiche davvero utili per l'interesse generale? Come è possibile metterle al riparo dall'influenza di gruppi di pressione che puntano a ottenere privilegi attraverso l'adozione di scelte inefficienti, che generano sprechi di risorse pubbliche e che interferiscono negativamente con l'iniziativa privata?

Un buon antidoto è ampliare gli ambiti nei quali le politiche pubbliche possono essere discusse con trasparenza, competenza, obiettività e indipendenza di giudizio. Promuovere discussioni approfondite e non pregiudiziali aiuta a valutare accuratamente le proposte in campo, a confrontarle con proposte alternative, a chiarire chi ottiene benefici e chi no, a selezionare le soluzioni migliori.

Di questo tipo di aiuto c'è sempre bisogno: individuare politiche adeguate ai problemi che si vogliono risolvere non è facile, perché i problemi che si devono affrontare sono quasi sempre complessi. Inoltre, i portatori di interessi corporativi sanno bene che una discussione distratta e superficiale dà loro maggiori probabilità di far apparire come buone per tutti proposte che, invece, favoriscono solo alcuni.

In Sardegna, oggi

Ampliare gli spazi per un dibattito indipendente è ancora più necessario nella situazione attuale della politica e dell'economia sarde.

Per quanto riguarda la politica, la regione sta sperimentando una nuova forma di governo caratterizzata da un esecutivo fortemente dominato dal ruolo del presidente della giunta, che ha di fatto molto più potere rispetto al passato. Questo disegno istituzionale comporta benefici e costi ancora in parte da valutare. Tra i benefici vanno elencate la stabilità della coalizione che vince le elezioni, la maggiore rapidità del processo decisionale da parte dell'esecutivo e una più netta separazione tra le responsabilità di quest'ultimo e quelle dell'organo legislativo, di indirizzo e di controllo.

Inevitabilmente, i margini di discrezionalità dell'azione di governo sono oggi più ampi che nel passato. Più discrezionalità comporta il rischio di sottovalutare l'importanza di regole essenziali, come quelle che devono assicurare pari opportunità a tutti i soggetti aventi diritto. Senza regole credibili, le decisioni di chi governa rischiano di essere o apparire arbitrarie, di incoraggiare chi preme per avere privilegi e interventi ad hoc, di scoraggiare gli investimenti privati.

Per quanto riguarda l'economia, l'integrazione europea (con le regole che enfatizzano i benefici della concorrenza e vincolano in modo rigoroso l'ambito in cui è possibile elargire gli aiuti di stato) e il rapido processo di globalizzazione dei mercati creano un contesto in gran parte nuovo per il decisore politico. Politiche approssimative e autoreferenziali non sono più solo inefficienti ma anche, di fatto, impraticabili. Per esempio, utilizzare soldi pubblici per tenere aperta una attività produttiva strutturalmente in perdita è una scelta particolarmente miope: oggi i regolamenti europei e le condizioni di un mercato molto aperto sanzionano rapidamente interventi protezionistici e dirigistici di questo tipo. Anche per questi motivi, lo standard a cui l'intervento pubblico deve adeguarsi per ottenere risultati duraturi è molto più alto che nel passato.

Competizione fra idee

In questo contesto, lo stato della discussione politica sarda è in gran parte inadeguato. Dominano troppo spesso iniziative e slogan motivati più dalla brevità del ciclo politico che dalla reale esigenza di proporre soluzioni efficaci a problemi reali.

C’è un crescente bisogno di un confronto politico diverso, di una competizione aperta fra idee e proposte basate su dati di fatto e su analisi appropriate. Un confronto che può generare grandi vantaggi per tutti, perché aiuta una partecipazione ampia e consapevole alle scelte pubbliche; consente di discutere a fondo le inevitabili debolezze e i rischi delle politiche proposte; evita che sostenitori e oppositori di un programma di governo si trasformino in tifosi passivi; aumenta l’attenzione e il consenso per proposte seriamente riformiste.

Buone politiche e buona politica

Una buona politica, che sappia fare scelte coraggiose per migliorare le condizioni di vita e di lavoro nella nostra regione, trova i suoi presupposti nella conoscenza, negli approfondimenti, nella capacità di ascoltare le proposte che provengono dalla società e nella analisi degli interessi in campo.

Nessuno ha una conoscenza perfetta del mondo e una soluzione esauriente dei problemi, quindi non c'è una buona politica: ci sono buone politiche che nascono da una società via via più aperta, più informata e meno conformista, attraverso un maggiore spazio per opinioni tecnicamente competenti e punti di vista indipendenti. Per questo è nato il sito inSardegna.eu, con l'ambizione di proporre una analisi critica degli obiettivi della politica istituzionale, della coerenza e sufficienza dei progetti, dei metodi, dei risultati tecnicamente attendibili ed effettivamente conseguiti.

Lungo questa direttrice di marcia inSardegna.eu intende raccogliere voci e punti di vista diversi ma -- come dice la nostra "Etichetta" -- accomunati dall'essere chiari nella tesi, approfonditi nell'analisi, circostanziati ed equilibrati nelle soluzioni e nelle proposte.



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