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Energia e sviluppo rurale

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di Giovanni Carrosio - Antonio Prestia

Due giovani ricercatori si interrogano sul tema energia e aree rurali. Quanto e come incide il cambiamento del paradigma energetico sulla riorganizzazione degli spazi rurali e sul loro sviluppo?


Il tema che abbiamo sviluppato nella nostra ricerca riguarda il se e come nelle aree rurali l’approvvigionamento di risorse per la produzione di energia da fonti rinnovabili attivi processi di mobilità, intesa sia come cambiamento sociale (mobilità sociale) sia come mobilitazione sociale (partecipazione).

La prima declinazione richiama lo status sociale dell’agricoltore. E’ possibile immaginare una nuova posizione e ruolo dell’agricoltore e della ruralità più in generale, nel gioco dell’offerta di energia rinnovabile?

Nel secondo caso la domanda è legata al come e quanto le popolazioni locali, gli attori locali, le istituzioni prendono parte e realizzano le opportunità generate dai nuovi temi di interesse energetico.


Modernizzazione vs sviluppo rurale

Le politiche globali sull’energia interagiscono con forza nella riorganizzazione degli spazi rurali. E’ evidente, infatti, come le aree rurali siano al centro di importanti progetti di produzioni di energia da fonti rinnovabili e come questo processo sia destinato a crescere, via via che diversi fattori (dall’instabilità nella regione dei paesi fornitori, alla pressione per la riduzione dei gas serra) renderanno sempre più pressante il passaggio dalle fonti energetiche non rinnovabili alle energie alternative.

Ma quali sono i possibili cambiamenti nelle aree rurali?

Diversi studiosi collegano la centralità delle aree rurali per la produzione di energia a due possibili percorsi: lo sviluppo rurale e la modernizzazione.

Nel caso dello sviluppo rurale, la produzione di energia si integra nell’attività agricola favorendo la creazione di un sistema locale di produzione. Al centro di questo processo sono le comunità locali, la loro forza (i luoghi) è dominante e le pressioni esterne (i flussi) sono strumentali allo sviluppo locale.

Nel caso della modernizzazione, prevale la industrializzazione delle attività agricole, che perdono la loro caratteristica originaria per trasformarsi in semplice produzione di materie prime per la trasformazione industriale. Questo è il caso delle imprese che si trasformano da imprese agricole ad imprese agro-energetiche. In questo processo, la predominanza è delle pressioni esterne (i flussi) che modificano i luoghi, rendendoli standardizzati.

L’utilizzo dei concetti di luoghi e di flussi (Castell) consente di evidenziare i temi dell’interazione tra interno/esterno locale/sovralocale nella definizione dello “spazio” dei luoghi e dei flussi.

In questo modello, lo spazio dei flussi è a-territoriale, ed è rappresentato dai capitali, dalla conoscenza, dalla tecnologia e dalle politiche internazionali. Lo spazio dei luoghi, invece, riguarda le economie, le comunità, le risorse locali. Secondo Castell, i luoghi si modellano in funzione delle capacità e delle modalità di interazione con i flussi.

Rispetto al tema nuove energie – aree rurali, è evidente che i flussi rappresentano, da una parte, le politiche internazionali che spingono verso la creazione di condizioni favorevoli alla produzione decentralizzata di energia da fonti rinnovabili; dall’altra il flusso di conoscenze, tecnologia e di capitali, sia pubblici che privati.

Quando i luoghi sono “forti” e sono in grado di interagire alla pari con i flussi, si attivano le politiche locali, iniziative partecipate, sviluppate grazie alla capacità locale di attrarre risorse e di utilizzare la conoscenza per l’attivazione di processi di sviluppo locale.

In questo caso, la capacità di cogliere le opportunità dei progetti internazionali (pensiamo alle opportunità dei fondi europei) stimolano ulteriormente i sistemi economici locali. Di fatto questa capacità è una delle qualità emergenti nell’attivazione dello sviluppo locale.

Quando i luoghi, invece, sono deboli, sono i flussi a prevalere e il territorio è incapace di governare il cambiamento indotto. Gli attori globali diventano protagonisti e quando intervengono gli attori locali, prevalgono le iniziative private individuali, poco integrate con il contesto locale. In questi casi prevale il modello della modernizzazione, nel quale gli attori modificano le loro attività di impresa entrando nel sistema di produzione dell’energia.


Energia e mobilità sociale nelle aree rurali

Analizzando l’impatto del nuovo paradigma energetico nelle aree rurali, è evidente l’attivazione di mobilità sociale. Sono molti i casi di successo di agricoltori che si sono trasformati in imprenditori agro-energetici (es. il caso Agroenergia). Il loro ruolo si modifica e attivano importanti relazioni con attività urbane.

La declinazione del tema della mobilità in termini collettivi e territoriali, consente di osservare le relazioni tra territori e le opportunità dei territori stessi di inserirsi nel sistema internazionale.

La mobilità si collega al tema della partecipazione e all’empowerment delle comunità locali. Le aree nelle quali è attivo lo sviluppo locale assistiamo alla partecipazione e al coinvolgimento delle persone e, soprattutto, si consolida la cultura del progetto collettivo territoriale. Il tema energia viene, in questo caso, affrontato dalla comunità locale in maniera partecipata e può dar vita a una gestione collettiva delle risorse energetiche (es. Teleriscaldamento Coogenerazione Valtellina Valchiavenna Valcamonica S.p.A.)

L’analisi dei due casi evidenzia, per entrambi, l’importanza dell’accesso alla tecnologia e delle capacità manageriali così come il ruolo di attivazione degli incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili finanziati dai fondi comunitari.

Il caso Agroenergia, esemplificativo del modello di modernizzazione, mette in luce l’impatto del paradigma energetico e il suo impulso nella trasformazione di imprenditori agricoltori in imprenditori operanti in settori particolarmente innovativi ma anche il ruolo centrale dell’individuo, con scarso impatto sulla dimensione territoriale. Questa ha un ruolo marginale, dovuta alla scarsa esperienza di cooperazione e di gestione condivisa e partecipata delle risorse, e all’incapacità di intercettare e governare i flussi sovra-locali.

Nel caso Teleriscaldamento Coogenerazione Valtellina Valchiavenna Valcamonica S.p.A, esemplificativo del modello sviluppo rurale, il ruolo centrale risiede nella capacità del territorio di trasformarsi in soggetto collettivo e di intercettare le opportunità dei flussi sovra-locali. In particolare, i flussi legati alle politiche europee, nel momento in cui definiscono un quadro normativo e un sistema di opportunità, facilitano l’interazione del territorio con i flussi di conoscenze e con i capitali.


Conclusioni

L’energia può rappresentare un’importante opportunità per lo sviluppo delle aree rurali, a patto che i territori, le comunità dimostrino capaci di attivare processi di partecipazione e mobilitazione e di intercettare, governandoli, i flussi sovra-locali e le opportunità da essi derivanti.

In questo modo sarà possibile affermare il paradigma di sviluppo rurale, in caso contrario prevarrà il processo di modernizzazione, in cui si amplificano le marginalità.


Per saperne di più:

Carrosio G, Prestia A, “Flows and fixities of the rural areas: mobilities of local communities and the energy question”, presentato al XXIInd Congress of the European Society for Rural Sociology, Wageningen 20-24 August 2007




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by Carrosio - Prestia last modified 2007-10-04 15:51

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