Personal tools
You are here: Home Argomenti Better Regulation Scelte di qualità e pari opportunità

Scelte di qualità e pari opportunità

Document Actions
di Agostino Giordo

Un caso molto concreto per ricordare che fare ottime leggi serve a poco se non si vigila sulla loro applicazione: il rischio è che si trasformino in vuote enunciazioni. Nella vicenda che ci presenta Agostino Giordo, il controllo sociale per il rispetto delle regole ha avuto una funzione importante per trasformare frasi di circostanza su competenze e pari opportunità in diritti riconosciuti e in doveri per le amministrazioni pubbliche.


equitàIl nostro paese è stato sempre considerato, per la qualità non solo della sua carta costituzionale ma anche di molta parte della produzione sia legislativa che regolamentare, la culla del diritto. Purtroppo, a causa della farraginosità delle procedure e della cronica impossibilità (o incapacità) a garantire in tempi normali l’applicazione pratica di tale produzione giuridica è da tempo divenuto anche la tomba della giustizia.

Molti dei provvedimenti che costituiscono, nell’insieme, l’ordinamento della nostra società (in teoria civile quanto poche altre al mondo) contengono disposizioni che, pur essendo molto avanzate per quanto riguarda l’enunciazione di principi, nella stragrande maggioranza dei casi non vengono purtroppo applicate.

La “disattenzione” rispetto alle norme che regolano la nostra convivenza, se è fastidiosa quando riguarda i comportamenti di privati cittadini, diviene insopportabile allorché proviene dalla Pubblica Amministrazione, cioè da quegli enti ed organi dai quali ci si aspetta il buon esempio e che dovrebbero essere i primi a “rispettare le regole”.

Molti enti – contando forse sui tempi lunghi dei controlli - arrivano a non tenere in alcun conto anche le regole che essi stessi si sono liberamente dati.

E’ di questi giorni la notizia che il Presidente della Repubblica, dopo ben sette anni, ha accolto un ricorso straordinario che, con altri consiglieri di minoranza del gruppo In Comune per la città, avevamo presentato nel 2000 per contestare le modalità seguite dal Consiglio Comunale di Sassari in occasione della nomina dei membri della Commissione Edilizia.

In particolare i nostri rilievi riguardavano il fatto che quali membri della Commissione Edilizia fossero stati indicati soltanto professionisti dell’edilizia (ingegneri, architetti e geometri) e non, come espressamente prevedeva il Regolamento, almeno sei (semplici) cittadini esperti nelle materie urbanistica, assetto del territorio, architettura, industria o tecnica delle costruzioni, arte e storia sassarese e che, su dodici componenti, fosse stata eletta una sola donna; il tutto in violazione dell’art. 14 dello Statuto Comunale, nel quale si dispone esplicitamente da una parte che per le cariche che richiedono specifiche capacità professionali è prescritto il preventivo deposito di un curriculum” (che attesti in base a quali criteri avvengono le scelte) e dall’altra che debba “essere garantita la rappresentanza dei due sessi”.

Con una decisione del 27 dicembre 2006, resa nota in questi giorni, il Presidente della Repubblica ha accolto il ricorso sulla base di un motivato parere del Consiglio di Stato (n.727/06) che sancisce l’illegittimità degli atti adottati senza il rispetto dei principi sopraenunciati.

La questione, anche se riferita ad un episodio ormai datato e che può apparire marginale in un contesto di illegalità diffusa come quello che si percepisce ormai nel nostro sistema, non è in realtà di poco conto. La decisione crea infatti un precedente importante: da oggi in poi gli enti pubblici saranno costretti a fare molta più attenzione – se non vogliono correre il rischio di vedere annullati i loro atti – ogniqualvolta debbano procedere alla designazione di rappresentanti in enti, aziende ed altri organismi di nomina politica. In base alle disposizioni di carattere generale ed a quelle eventualmente contenute nei loro statuti o regolamenti locali, in caso di nomine per le quali siano richieste specifiche competenze, non solo dovranno adeguatamente motivare, sulla base di dati certi ed oggettivi (curricula dei candidati), le scelte effettuate, ma dovranno in ogni caso esplicitare le modalità attraverso le quali tali scelte hanno garantito la parità dei sessi.




Volete aggiungere un commento? Inviatelo a commenti@insardegna.eu, indicando il vostro nome e cognome (obbligatorio) e specificando nel soggetto del vostro messaggio il titolo di questo articolo.



Attachments
Decisione Presidente della Repubblica Decisione Presidente della Repubblica
(decisione PdR.pdf - 128.72 Kb)
Testo del ricorso Testo del ricorso
(testo ricorso.pdf - 194.78 Kb)
by Agostino Giordo last modified 2007-11-02 15:02

Powered by Plone CMS, the Open Source Content Management System

This site conforms to the following standards:

Bookmark and Share