Sulla Miniera di Silius coinvolgere il mercato o cambiare strategia.
Può la Regione fare il giocatore in un'economia di mercato? Ce lo siamo chiesti più volte su questo sito. L'Unione Europea pensa di no. Ecco perchè sarà ben difficile che il progetto (regionale) della Fluorite di Silius possa continuare con altri soldi pubblici. Con un nuovo Disegno di Legge Regionale la Giunta annuncia la volontà di fare un nuovo bando e concede, in affidamento diretto, alla Società di sua proprietà, nuove opere. Il Bando previsto a novembre allora servirà a verificare, per l'ultima volta, la disponibilità degli investitori privati a farsi avanti. Oppure sarà meglio orientare le copiose risorse in campo al sostegno dei lavoratori ed alla riconversione del territorio verso nuovi progetti di sviluppo.
Il cerchio sulla Miniera di Silius si sta lentamente stringendo.
Ed è più che comprensibile e giustificata la preoccupazione montante dei lavoratori e delle loro famiglie.
La Commissione Europea, infatti, nell’ufficializzare, il 13 febbraio, il deferimento dell’Italia alla Corte di Giustizia per il mancato recupero di 98,36 milioni di euro in aiuti illegittimamente erogati alla Nuova Mineraria Silius, denuncia alla stessa Corte come : "... il modo in cui è stata creata e gestita Fluorite di Silius, nonché la logica economica dell'operazione, costituiscano un ostacolo al processo di recupero degli aiuti e configurino un'elusione della decisione della Commissione in merito allo stesso recupero.”
Ormai risulta chiaro, oltre quanto esplicitato l’11 dicembre 2007 con l’apertura di una nuova procedura di infrazione, come la Commissione Europea ritenga l’operazione Nuova Mineraria Silius + Fluorite di Silius un insieme unico che verrà molto probabilmente sanzionato.
L'intervento della Commissione era peraltro obbligato, visto che è stato generato - tra l'altro - dalla denuncia di tre concorrenti a livello internazionale.
Su questo sito, con due successivi articoli, sono state evidenziate:
- la debolezza delle scelte sulla base delle regole della concorrenza;
- l’inopportunità politica e la scarsa sostenibilità economica nel far recitare alla Regione il ruolo di “player” nel mercato.
Le difficoltà che hanno portato alla definizione di un Piano industriale per la Fluorite di Silius S.p.A. ed alla concessione della Valutazione di Impatto Ambientale (delibera della Giunta Regionale 51/13 del 20.12.2007) sullo stesso Piano, confermano quanto sia sbagliato continuare una strada dove la Regione è controllore e controllato, finanziatore e finanziato.
In questi giorni, con delibera n. 29/24 del 22 maggio 2008 , la Giunta Regionale rende pubblico il proprio intendimento di annullare la concessione alla Fluorite di Silius SPA e aprire una nuova gara che venga incontro alle osservazioni dell'UE.
Contemporaneamente la Giunta propone un DDL Regionale per affidare direttamente alla stessa Società ulteriori commesse per le bonifiche e la vigilanza, nelle more dell'espletamento della gara.
Dalla lettura dei documenti si rileva ancora una volta la sottovalutazione del rischio effettivo da parte della Giunta. Si ritiene, infatti, che la semplice esclusione delle prescrizioni relative all'assunzione dei lavoratori per cinque anni, possano convincere l'Unione Europea a recedere dalle proprie censure.
Pare invece più probabile che la mancata soluzione del patologico intreccio pubblico-privato (tra le Società di proprietà regionale), ed un eventuale probabile affidamento, dopo nuova gara, sempre alla Fluorite di Silius SPA, possa comportare nuove censure dall'Unione Europea.
Ed oltre alle censure anche l'elevazione di rilevanti multe per milioni di euro che saranno detratti (secondo una ormai consolidata procedura) direttamente dalle risorse che la Sardegna dovrà ricevere sui Fondi Strutturali.
Arrivati a questo punto, e per non far coltivare ulteriori illusioni, sarebbe bene verificare (ancora prima della nuova gara), una volta per tutte, se il mercato privato (quello vero) può farsi carico di questo investimento.
Da più parti, infatti, si dice che l’investimento è redditizio perché l’attuale prezzo della fluorite sul mercato è molto superiore a quello previsto nel Bando di concessione dello scorso anno. Verrebbe subito da osservare che i piani di investimento non si assumono su fluttuazioni temporanee dei prezzi delle materie prime, ma su analisi derivanti da serie storiche e valutazioni di contesto proiettate al futuro.
Tuttavia, solo il mercato può valutare se questa ipotesi è sostenibile decidendo di investire su di essa. Alla Regione il compito di sollecitare tale interesse.
Ma se non si trovassero in tempi brevissimi investitori disponibili a partecipare ad una gara risolutiva, è bene che l’intervento venga ritirato e ci si faccia carico di un nuovo piano di sviluppo del territorio, magari concordato con la stessa UE, preceduto da interventi di sostegno ai lavoratori e di accompagnamento verso nuove iniziative economiche.
A quanto pare, i soldi, proprio quelli, non mancano.