Manovra 2009, non ripercorrere gli errori. Più spesa, meno stanziamenti
L'utilizzo delle risorse derivanti dalla "vertenza entrate" per aumentare le disponibilità di Bilancio è oggetto di discussione e polemica (anche elettorale) da più anni. La nuova Ammnistrazione Regionale pare seguire strade simili a quella che l'ha preceduta, privilegiando l'entità dello stanziamento rispetto al rischio concreto di non poter spendere quanto stanziato. Parrebbe più prudente ed efficace lavorare ancora su abbattimento del deficit e del disavanzo e, soprattutto, compiere passi politici forti per la revisione del Patto di Stabilità.
Il Presidente della Commissione Bilancio del Consiglio regionale, Paolo Maninchedda, dati della Ragioneria Regionale alla mano, ha recentemente rilevato come, nella precedente legislatura, si sia di fatto “dopato” il Bilancio Regionale.
Questo, sia utilizzando le copiose risorse derivanti dall’applicazione della Legge 296/2006 (commi 834-840) che anticipando impropriamente gli effetti maggiori che si realizzeranno dal 2010 in poi, attraverso un anticipo d’entrata su risorse future. Sulla legittimità contabile di tali scelte hanno avuto già modo di esprimersi la Corte dei Conti e, successivamente, la Corte Costituzionale. Il metodo degli anticipi d’entrata è stato così severamente censurato da entrambi gli organi giurisdizionali interessati.
Su questa problematica sono stati diversi gli interventi pubblicati su Insardegna.eu da Francesco Pigliaru, Giorgio Macciotta, e dallo scrivente (vedi la sezione Conti pubblici e Fisco).
Il Presidente della Commissione Bilancio ritiene inoltre che l’eccessivo aumento di risorse stanziate negli anni 2007 e 2008, anziché favorire un effettivo incremento della spesa abbia generato solo un’illusione di ricchezza, essendo al contempo molto alto, ed in costante incremento, il livello dei residui passivi. Molti stanziamenti, quindi, ma poche risorse in circolazione e, conseguentemente, scarso impatto sull’economia.
La problematica si presta a numerose considerazioni.
La prima, di metodo, è che, ancora oggi, il sistema di dati relativi alla spesa effettiva della Regione è difficilmente accessibile e leggibile dai cittadini, e dagli stessi Consiglieri Regionali. Nella scorsa Legislatura era stato iniziato un cammino per garantire maggiore trasparenza. Il Consiglio Regionale dovrebbe e potrebbe approfondire il tema e trovare soluzioni adeguate a questo problema ancora irrisolto.
Sull’eccesso di stanziamento
Il Presidente della Commissione Bilancio sostiene una cosa facilmente riscontrabile. Mettendo a confronto le ultime cinque annualità finanziarie (2004-2008) del Bilancio regionale si può rilevare un marcato aumento delle risorse proprie messe a disposizione della spesa (si veda la tabella in fondo all'articolo).
Questo aumento già visibile negli anni 2005 e 2006 (+ 11% e +16% rispetto all’esercizio precedente), si è visibilmente rafforzato negli anni 2007 e 2008 con una progressione annua del 20%.
Nei primi due anni l’aumento fu principalmente dovuto alle cosiddette pulizie del Bilancio. Nel 2007 e 2008 gli incrementi sono stati determinati dall’effetto della Legge 296, di cui sopra.
Si parla qui di cifre particolarmente rilevanti. Con un aumento di disponibilità pari a 857 milioni nel 2007 ed a 1.078 milioni nel 2008.
Sull’inutilità dell’eccesso di stanziamento, il problema del “patto di stabilità”
Sembrerebbe logico pensare che tali aumenti abbiano influito positivamente sull’economia regionale.Pur in mancanza di dati aggiornati sulla spesa, è certo invece che la stessa ha segnato un andamento non paragonabile a quello degli stanziamenti. D’altronde, la permanenza ancora oggi di una quota molto alta di residui passivi (somme in bilancio impegnate ma non spese) conferma indirettamente questa impressione.
L’eccessivo incremento di stanziamento quindi, pur generando una momentanea illusione di ricchezza, se non seguito da effettiva spesa, porta un pari effetto di delusione. Una maggiore attenzione alle regole del patto di stabilità, inoltre, avrebbe consentito di capire in anticipo che l’aumento eccessivo degli stanziamenti quasi sicuramente non avrebbe generato spesa.
Semplificando, il patto di stabilità si basa sul rispetto di un principio: nel corso dell’anno non è consentito spendere più di quanto speso mediamente nel triennio precedente. Ci si può discostare al più di una percentuale minima; all’incirca l’1,5%.
Se invece si aumentano costantemente, con percentuali annue a due cifre, gli stanziamenti di risorse che già si fa fatica a spendere, sarà inevitabile che dopo qualche anno il patto di stabilità fermi la spesa di una parte rilevante di questi stanziamenti.
E così è successo.
Troppi stanziamenti e, nel 2008, già a settembre la spesa di molti assessorati era paralizzata. Avevano inevitabilmente superato la media del triennio precedente.
Una lezione da imparare
Il centrodestra ha severamente criticato, prima e durante la campagna elettorale questo approccio della Giunta Soru, sia sulla legittimità degli anticipi d’entrata, che sul cosiddetto “doping” negli stanziamenti.
Tuttavia...
Tuttavia, e nonostante i buoni propositi, la manovra della Giunta Cappellacci ripercorre le stesse strade. Compie, seppur velatamente, gli stessi errori.
Intanto, lo stanziamento da risorse regionali aumenta ancora una volta rispetto ai livelli già alti degli anni precedenti. Tenendo conto, infatti, delle entrate proprie e dell’autorizzazione al mutuo (500 milioni) di copertura del deficit, nel 2009 le risorse regionali destinate a spesa aumentano del 5,3%.
Certamente sarebbe stato meglio, più che su maggiori stanziamenti, concentrarsi sulla spesa dei residui e su una ricontrattazione del patto di stabilità prima di creare ulteriori illusioni.
Una ricontrattazione con vincoli che favoriscano l’andamento virtuoso del debito regionale piuttosto che bloccare lo sviluppo della spesa, oggi più che mai necessaria in questo periodo di recessione economica.
D’altronde, il problema del debito regionale non è di certo risolto. Con una esposizione complessiva di poco inferiore a 4 miliardi di euro la situazione della Regione staziona ancora a livelli non incoraggianti.
E’ sorprendente inoltre notare che nella prima versione, ora corretta in Commissione, la Giunta, per coprire 713 milioni di disavanzo ha addirittura utilizzato il tanto vituperato metodo di anticipazione delle entrate.
In questo contesto, un atteggiamento prudente ed equilibrato consiglierebbe allora di destinare i 500 milioni del mutuo a copertura del disavanzo di amministrazione e non a sostegno di stanziamenti che difficilmente si trasformeranno in spesa; a meno che non si confidi proprio sul fatto che, in fondo, buona parte dei mutui autorizzati non vengano mai accesi per mancanza di spesa.
E’ una prudenza che si può e si deve utilizzare all’inizio di una legislatura nella quale le risorse cresceranno rapidamente grazie all’entrata a regime del nuovo sistema di compartecipazioni. Salvo che il nuovo sistema di Federalismo Fiscale proposto dal Governo non mini alla base le intese appena raggiunte.