Manovra di Bilancio 2010: è sufficiente un piccolo primato?
La Manovra di Bilancio Regionale approvata nei giusti tempi dalla Giunta sarà probabilmente Legge prima di fine anno. Bene! Soprattutto in un anno nel quale arriveranno i benefici del nuovo regime di entrate fiscali. Tutto questo può bastare? Entriamo nei meandri del Bilancio per capire meglio.
"Un piccolo primato e un fatto comunque storico per la Regione: per la prima volta la manovra economico-finanziaria è stata approvata dalla Giunta entro i termini previsti dalla legge di contabilità".
Così l’incipit del Presidente della Regione Ugo Cappellacci nella presentazione della Manovra di Bilancio per l’anno 2010.
Al di là dell’ansia da prestazione sportiva che fra proclami di record e fatti storici caratterizza ultimamente il lessico della politica, è bene precisare immediatamente che questo fatto è importante perché consente di avviare un corretto processo programmatorio e finanziario nel quale la Regione definisce le risorse in contemporanea con lo Stato, le impegna e le spende nei tempi dovuti, controlla con attenzione il flusso dei propri residui e li elimina, pone le condizioni affinchè anche gli enti locali possano, con cognizione di causa, preparare per tempo i propri Bilanci.
Ed è un fatto altrettanto positivo (se rimarrà tale anche dopo l’esame del Consiglio Regionale) che la Finanziaria non diventi più terreno di scorribande per interventi su leggi di settore ma sia snella e limitata all’impostazione della Manovra e di azioni finanziarie che devono caratterizzare l’attuazione della strategia contenuta nel PRS. Ma qualche riflessione va fatta sulla reale congruenza di questo percorso
La coerenza con la Legge sulla programmazione (11/2006) ed il Piano Regionale di Sviluppo
Da questo punto di vista sorge una prima perplessità.
Contraddicendo la sequenza prevista dalla Legge Regionale 11/2006, che prevede il Programma Regionale di Sviluppo per la strategia, la Legge Finanziaria per l’attuazione annuale e la Legge di Bilancio come risultato analitico e finanziario dei precedenti passi, la Giunta Regionale ha presentato alla stampa la Finanziaria e la Manovra senza presentare il PRS (nella sua stesura finale) soprattutto nella parte riguardante la strategia finanziaria di Legislatura.
Non pare questa una buona idea perché rimettere ordine nella prassi non può essere funzione delegata solo ad una parte (rispettare le scadenze) e non al tutto (rispettare la sostanza).
La scarsa attenzione al collegamento tra PRS e Manovra finanziaria può essere notata in vari punti. Valga per tutti l'esempio dei numeri della Sanità dove con una certa leggerezza vengono fatte due previsioni per il 2010: una, nel PRS, attesta una spesa pari a 3.170 milioni di euro (PRS - pag. 129 ), l’altra, nella manovra di Bilancio è pari a 2.926. Una differenza pari a 244 milioni.
Ma della Sanità parleremo più avanti.
L’accordo sulle entrate (L. 296/06 ) e la nuova stagione di Bilancio.
In più occasioni (ma non in conferenza stampa), l’Assessore La Spisa ha dato atto che la vertenza che ha portato ad un nuovo regime di entrate è risultata un successo, giustamente, di tutta la Sardegna. In maniera leale, nella presentazione della Manovra viene anche dato conto dei numeri che fotografano questa nuova situazione e gli effettivi miglioramenti che ciò comporta nel bilancio regionale (Figura 1).
Figura 1 –fonte RAS Effetti nuove entrate 2010
Fonte RAS: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_46_20090929152748.pdf
Dai numeri sopra esposti risulta chiaro che un saldo positivo di nuove entrate a regime pari al 22% delle precedenti entrate di Bilancio complessive (anno 2009) influisce in maniera decisiva sul futuro finanziario della Regione. E’ comunque un trend che ha caratterizzato l’intero periodo dell’ultima legislatura, nella quale la Regione ha visto raddoppiare le entrate proprie (+117% tra il 2004 ed il 2010).
Possiamo certamente parlare di una nuova stagione.
Tuttavia, al suo avvio, ed in presenza di maggiori risorse disponibili, si ripropongono con maggiore forza due temi:
- il definitivo risanamento del Bilancio Regionale;
- la preparazione della trattativa per la revisione del Patto di Stabilità interno e per l’attuazione in Sardegna del Federalismo Fiscale.
Sono temi che devono coinvolgere maggioranza ed opposizione con lo stesso senso di responsabilità che caratterizzò l’impostazione e la fase di avvio della Vertenza sulle Entrate. Con l’auspicio che come in quell'occasione si possano raccogliere gli stessi risultati positivi.
Crisi economica, nuovi stanziamenti ... e la spesa anticiclica?
Assieme ai complimenti per la celerità nel lavoro svolto finora non si può fare a meno di rilevare che anche questa Giunta si è lasciata trascinare dalla tradizionale smania per lo stanziamento; smania che ha portato, anche recentemente a non pochi errori e conseguenze negative. La Giunta infatti, avendo a disposizione maggiori entrate per 1.600 milioni di euro ritiene di doverle utilizzare tutte in stanziamenti. Questo senza autorizzare nuovi mutui ma rinunciando contemporaneamente ad intervenire per un ulteriore abbattimento del disavanzo di amministrazione.
Si sente il bisogno di mostrare che gli stanziamenti dell’esercizio saranno superiori a quelli del corrente anno quasi che questo possa servire a far fronte alla crisi economica.
Vale qui la pena ricordare che l’attuale fase di crisi economica non richiede all’apparato pubblico una forte impulso di stanziamenti bensì una sostanziosa spesa anticiclica. E come rilevabile dall’ingente quota di residui passivi (che assommano secondo i calcoli della Giunta a 10.995 milioni di euro), il continuo crescere degli stanziamenti, determinato spesso da motivi elettorali o di immagine, non è mai andato di pari passo con una pari capacità di spesa.
Inoltre, l’economia regionale, come più volte evidenziato, necessita di una spesa non indefinita ma mirata, attraverso provvedimenti ad hoc (qualitativamente adeguati) tesi a contenere gli effetti negativi del ciclo economico, specie nel campo del Lavoro e del Sociale.
Con questa Manovra si perpetua un eccesso di stanziamento con fondi regionali (+ 57% dal 2004), anziché intervenire con il risanamento del disavanzo e un riequilibrio qualitativamente possibile tra i capitoli del Bilancio, riproponendo un meccanismo che ha, già in passato, portato ulteriori problemi.
Come evidenziato in un articolo recentemente pubblicato da questo sito [1], con l’attuale sistema di Patto di Stabilità Interno, basato sul mantenimento di una spesa sostanzialmente pari alla media dell’ultimo triennio, l’aumento repentino degli stanziamenti viene di fatto vanificato dal vincolo di stabilità, e concorre a far impennare i residui passivi. Così non ci si deve stupire se ci si trova a stanziare molte risorse che con assoluta certezza non potranno essere spese nel corso dell’anno, e diverranno residui passivi.
Proprio il 29 settembre scorso l’Assessore La Spisa ha ricordato [2] che, per il vincoli del Patto, negli ultimi mesi dell’anno la Regione potrà spendere solo 400 milioni di euro e che, con il Bilancio approvato entro l’anno in corso, la spesa 2010 (stanti le attuali regole) si bloccherà con ogni probabilità a maggio.
Un Patto da ricontrattare dunque. E la saggezza suggerirebbe tre linee d’azione:
- risanare più profondamente;
- diminuire gli stanziamenti e riqualificare il Bilancio;
- chiedere una ricontrattazione del Patto che valorizzi più il circuito virtuoso di risanamento (sul debito, come accade per lo Stato) che il blocco automatico delle spese con l’attuale vincolo alla spesa storica.
Il Programma Regionale di Sviluppo invece ipotizza una ricontrattazione che carichi alla Regione la finanza locale. Questa soluzione difficilmente servirà alla nostra isola e ancora più difficilmente risolverà i problemi degli enti locali.
Federalismo interno e rapporto finanziario con gli enti locali
Per sostenere gli Enti Locali, oltre a contrattare un miglior patto di stabilità, meglio farebbe la Regione, oltre a contrattare un miglior patto di stabilità, a dare definitivamente il via al federalismo interno partendo dal rispetto delle regole che si è data.
Parallelamente al nuovo sistema di entrate la Legge Regionale 2/2007 [3]previde, infatti, di riversare direttamente sul Fondo Unico per gli Enti locali gli ulteriori benefici di entrate non vincolate. Un metodo di federalismo interno che responsabilizza gli EE. LL. e crea le condizioni per dare effettiva attuazione ai meccanismi di delega. Fino ad ora il meccanismo è stato sostanzialmente rispettato.
Per il 2010, invece, a fronte di un incremento di entrate ordinarie non vincolate pari al 22% l’incremento del Fondo Unico è previsto nell’ordine dei 18 milioni (da 510 a 528 milioni di euro) pari al 3,5%. Una penalizzazione per gli EE.LL. superiore ai 90 milioni di euro.
Sarebbe auspicabile che si avviasse un processo per ristabilire l’equità dell’intervento chiedendo contemporaneamente ai comuni un patto per una gestione di queste risorse finalizzata agli obiettivi di Legge ed al contrasto effettivo della crisi.
L’incognita della spesa sanitaria
Va infine notato che anche con questa Manovra la Regione evita di affrontare con la dovuta trasparenza i problemi del Bilancio della Sanità. Anzi, vengono aggiunti 450 milioni alla spesa corrente sanitaria in un contesto di numeri non coerenti con quelli esposti nel PRS.
Sembra quasi che ci sia la tentazione di caricare oltremodo i capitoli della Sanità per creare una provvista a future politiche non certamente improntate al rigore. Anche in questo caso l’invito è lo stesso valido per tutta la Manovra.
La nuova stagione di entrate ci consente di guardare con fiducia al futuro. E’ nostro compito agire con il massimo della responsabilità affinchè queste opportunità non vadano sprecate e si contratti con lo Stato un sistema federale equilibrato e responsabile.
Questo il compito che attende la nuova Giunta ed il Consiglio.
[2] Intervento al Convegno sul Credito della FIBA CISL
[3] Art. 10 comma 1 “……A decorrere dall’anno 2008 e sino alla riforma di cui al comma 5 il suddetto fondo è incrementato in misura percentuale identica a quella di variazione delle entrate tributarie ordinarie a destinazione non vincolata della Regione. …”