Replica all'Assessore Mongiu
L'Assessore Mongiu sembra faccia fatica a capirlo, ma in tutti i paesi in cui funziona il sistema universitario è basato su livelli diversi, con luoghi di eccellenza affiancati a luoghi di buon insegnamento. L'importante è che agli studenti sia garantita molta mobilità tra questi livelli, in modo che ognuno possa scegliere, passo dopo passo, sulla base delle sue aspettattive e capacità.
Sento di dover esprimere la mia preoccupazione per l'idea che propone l'attuale Assessore regionale all'Istruzione come modello per l'Università di Nuoro. Scrive infatti sulla Nuova del 14 febbraio scorso che “le Università americane" per concludere che "anche per la Sardegna, per il nostro territorio e per tutti i cittadini, ambiamo a un sistema di conoscenze organico e di qualità ..."
Il che rende spontanea la domanda circa il tempo che l'Assessore ritiene necessario perché l'università di Nuoro e le altre sarde riescano ad eguagliare quelle americane di cui parla.
L'esperienza maturata in molti anni di insegnamento nell'università mi porta invece a ritenere meno utopistico che a Nuoro si punti a corsi del tipo di quelli esistenti, di tipo cioè prevalentemente professionalizzante, che possano però consentire di individuare alcuni studenti promettenti, con chiare attitudini alla prosecuzione degli studi, per avviarli, con tutte le facilitazioni possibili, verso corsi di eccellenza che è più impossibile che difficile organizzare in Sardegna, perché richiedono l'esistenza di tutto un ambiente favorevole, ricco di sinergie fra diverse istituzioni culturali, che in Italia si riscontra in pochissimi centri, e di una tradizione che per formarsi necessita di tempi assai lunghi. Non bastano la serietà di intenti e neppure cospicui finanziamenti; altrimenti i centri di eccellenza spunterebbero come funghi.
Invece l'idea di un percorso di eccellenza all'interno di corsi a carattere professionalizzante, lungi dal snaturarli, giova a cumulare due benefici, permettendo di individuare chi ha una più spiccata vocazione all'approfondimento degli studi, per indirizzarlo al meglio, anche nell'interesse degli altri studenti, che, contrariamente a quanto si potrebbe “sessantottinamente” pensare, hanno tutto da guadagnare dalla valorizzazione di chi, eccellendo, può meglio giovare alla società in cui tutti viviamo (si pensi all'interesse di tutti a che venga individuato un Fleming, facendone emergere le doti di scienziato).
E a Nuoro un corso così fatto avrebbe anche il vantaggio di consentire agli studenti della regione, spesso svantaggiati economicamente e talora anche nella formazione culturale, di saggiare le proprie capacità, nella duplice prospettiva di raggiungere una soddisfacente formazione professionale senza allontanarsi da casa, oppure di rendersi conto di poter aspirare a studi più impegnativi.
A margine del discorso. La Nuova nell'occhiello parla di polemica studenti-Soru; ma a quanto mi risulta questa è dovuta alla frettolosità con cui il Presidente, sempre un po' tranchant, penso per dimostrare di preferire i fatti alle chiacchiere, si è congedato dagli studenti che volevano chiarimenti su quanto aveva detto, che parrebbe somigliare più al mio pensiero che a quello del suo Assessore.