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Al contadino non far sapere ...

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I primi referendum propositivi-approvativi della storia d'Italia svoltisi in Val d'Aosta, di cui questo sito (forse l’unico in Sardegna e tra i pochi in Italia) ha informato i lettori, non hanno raggiunto il quorum dei votanti. L'affluenza ha superato di poco il 27 % degli aventi diritto, ossia è andata a votare poco più della metà degli elettori che sarebbero stati necessari per raggiungere il quorum del 45 %.
Come era prevedibile hanno virtualmente vinto i si: la gran parte dei votanti è stata motivata a partecipare dalla volontà di sostenere i cambiamenti richiesti dai quesiti referendari. Cambiamenti non da poco: introduzione della preferenza unica nelle elezioni del Consiglio regionale; dichiarazione preventiva delle alleanze politiche con premio di maggioranza; limite dei due terzi di candidati dello stesso genere nelle liste per le elezioni del Consiglio regionale; elezione diretta dell'intera Giunta Regionale; creazione di un unico grande ospedale per una cura più razionale ed efficiente delle patologie acute. Quest'ultima è stata la proposta più controversa: si sono espressi a favore circa il 64 % dei votanti. Sulla parità di genere fra i candidati i SI sono stati l'81 %. Su tutte le altre proposte i SI hanno superato il 90 %.

Quali conclusioni si possono trarre dal mancato raggiungimento del quorum? Come sempre, per i contrari al referendum o alle proposte in esso contenute l’insufficiente affluenza al voto è la prova dello scarso interesse dei cittadini. Ma questo è stato detto anche in Sardegna per il referendum “confermativo” sulla legge statutaria, che costituzionalmente non era soggetto a quorum.
E’ difficile trarre conclusioni risolutive, ma si possono sottolineare tre elementi:
1.    il referendum della Val d’Aosta era una assoluta novità per la democrazia italiana, posto che per la prima volta i cittadini potevano produrre direttamente nuove leggi e regole con una sorta di referendum “deliberativo” non previsto dalla nostra Costituzione;
2.    il ruolo dell’informazione, istituzionale e non, è semplicemente essenziale per garantire il corretto svolgimento di ogni fase referendaria;
3.    l’efficacia dei referendum è legata a una specifica cultura che incorpori la forza e i valori di questo strumento di democrazia diretta. 

Il referendum moderno nasce nel 1874 in Svizzera, dove mantiene un ruolo politico centrale, tanto che quella elvetica è considerata una “democrazia referendaria”: i cittadini svizzeri votano, abitualmente, in almeno uno o due referendum all’anno. La costituizione di altri paesi (Francia) prevede il referendum deliberativo, col quale gli elettori non si limitano a confermare o abrogare quanto già approvato da parlamenti locali o nazionali, bensì propongono e approvano nuove regole e norme. C’è chi ritiene che i tempi siano maturi per introdurre anche in Italia il referendum deliberativo, ma qualunque strumento di democrazia è inefficace se non è accompagnato da una adeguata informazione: l'esperienza della Val d’Aosta lo riconferma. Dunque credere in tale strumento significa anche accompagnarlo con efficaci garanzie sui canali di informazione effettivamente disponibili e fruibili, e significa soprattutto farlo crescere nella cultura democratica di un paese, anziché confondere l’effetto con la causa gridando allo spreco di risorse ogni qualvolta non si raggiunge un quorum.

Mantenere aperto questo dibattito è particolarmente importante in Sardegna, dove siamo in una fase costituente abbastanza fantomatica: quella in cui si dovrebbero dare le regole essenziali della nuova autonomia e democrazia regionale, mentre le norme prodotte dal Consiglio Regionale (legge Statutaria) finiscono nel congelatore e non appare diffusa nè sentita l’importanza della posta in gioco. E’ bene ricordare che la nostra Statutaria, bloccata dopo il referendum confermativo sardo, avrebbe indebolito lo strumento del referendum, alzando la soglia delle firme necessarie per le proposte e limitandone ulteriormente il campo (con una sorta di extra-territorialità dello status dei consiglieri regionali, chiamato in causa recentemente da raccolte di firme popolari).

Altro che referendum deliberativo in Sardegna! Al contadino non far sapere …

by Red last modified 2007-11-19 15:45

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