Presidenzialismo regionale: un pasticcio senza alternative?
Partendo da un recente articolo di E. Galli Della Loggia sul sistema presidenziale delle Regioni Italiane, inSardegna.eu apre il dibattito mettendo a fuoco la crisi delle assemblee elettive e tracciando ipotesi di uscita dall’impasse in cui le istituzioni consiliari oggi si trovano. In questo numero i contributi di Antonello Angius, Giorgio Macciotta e Francesco Pigliaru.
Sul Corriere della sera del 19 gennaio Ernesto Galli della Loggia, in occasione dell’avvicinarsi delle prossime elezioni regionali, scrive che le assemblee elettive ai diversi livelli di governo del nostro Paese sono diventate inutili, senza girarci molto intorno. Alla governabilità è stata sacrificata la rappresentatività ed il sistema dei check and balances, quel sistema di controlli e bilanciamenti reciproci che costituiscono la spina dorsale delle democrazie occidentali. Purtroppo, anche la situazione precedente alle riforme presentava difetti macroscopici. I presidenti delle regioni erano vittima dello strapotere dei consigli che li eleggevano e delle maggioranze che vi si formavano. A risentirne era, naturalmente, la governabilità, con gli esecutivi sotto il continuo tiro delle assemblee elettive ed il rischio dell’immobilismo sempre dietro l’angolo.
I contributi di Antonello Angius, Francesco Pigliaru e Giorgio Macciotta mettono a fuoco il problema e tracciano ipotesi di uscita dall’impasse in cui le istituzioni regionali oggi si trovano. Una migliore tecnica politica, maggiormente strutturata intorno alla spina dorsale analisi > progettazione > gestione > valutazione indipendente > retroazione delle politiche; una maggiore attenzione sulle funzioni che le Regioni sono chiamate a svolgere come soggetti di legislazione-programmazione in cui il ruolo del Consiglio e della discussione trasparente sulle finalità delle leggi diviene centrale; il ruolo di contrappeso della partecipazione dei cittadini e della società civile, istituzionalizzata in processi codificati ma flessibili e non burocratizzati, sono alcuni dei temi trattati negli interventi che seguono. Il dibattito è aperto, dunque.