Referendum bomba: la prima legge fatta dai cittadini?
Il prossimo 18 novembre in Valle d'Aosta si svolgerà il primo referendum popolare propositivo-approvativo della storia d'Italia, possibile solo in tale regione grazie a una norma del 2006. Se sarà raggiunto il quorum la nuova legge proposta dai cittadini entrerà immediatamente in vigore, disciplinando in modo radicale e innovativo alcuni dei temi assegnati in Sardegna alla norma statutaria, ora bloccata. Quali scenari si aprono?
Se ne parla più che altro su internet, poco o nulla nei
giornali e in tv. Forse perché il referendum che si svolgerà il 18 novembre in
Valle d'Aosta può essere davvero "deflagrante" per diversi motivi.
In
Valle d'Aosta, unica regione in Italia, dall'anno scorso esiste il referendum
propositivo-approvativo popolare ( QUI la norma), col quale i cittadini (basta il 5 % degli
elettori) possono proporre una legge e poi votarla in un referendum (col quorum del
45%), rendendone obbligatoria la promulgazione entro 10 giorni.
Tutto ciò non è previsto ma neppure vietato dalla Costituzione. Ed è quanto sta accadendo. I valdostani stanno per votare ed eventualmente approvare, rendendole immediatamente operative, alcune norme che prevedono:
- l'introduzione della preferenza unica (contro le tre attualmente previste) nelle elezioni del Consiglio regionale;
- la dichiarazione preventiva delle alleanze politiche, con l'attribuzione di un eventuale premio di maggioranza;
- la regola dell'equilibrio fra i generi, col limite dei due terzi di candidati dello stesso genere nelle liste per le elezioni del Consiglio regionale;
- l'elezione diretta dell'intera Giunta Regionale;
- la creazione di un unico grande ospedale, al posto dei tre esistenti, per una cura più razionale ed efficiente delle patologie acute (con l'obbligo per la Giunta Regionale di presentare un apposito disegno di legge entro un anno).
QUI potete scaricare il bollettino ufficiale con le norme
proposte.
Se avessimo un istituto referendario simile in Sardegna i nostri consiglieri regionali probabilmente guadagnerebbero la metà dei compensi record oggi percepiti (uniformandosi più o meno ai loro colleghi valdostani). Ma anche temi complessi che toccano o potrebbero toccare la Statutaria sarda (quale l’incompatibilità delle cariche e i premi per le coalizioni politiche auto-vincolate prima delle elezioni) potrebbero, in caso di lentezze e disaccordi politici, essere risolti direttamente dai cittadini, come si tenta di fare appunto in Valle d’Aosta con norme fra l'altro tecnicamente piuttosto articolate.
Va detto che il referendum in questione è quasi oscurato dalle stesse istituzioni in Val d'Aosta, e alcuni osservatori affermano che l'istituto del referendum propositivo-approvativo introduce scenari di cui probabilmente non erano stati previsti gli effetti dirompenti, specie se verrà raggiunto il quorum (obbligatorio per il referendum propositivo, mentre per quello confermativo in Valle d’Aosta non è previsto alcun quorum).
Quali sono questi scenari? Quelli di una impossibile e caotica democrazia diretta? O quelli di un potere di base assegnato ai cittadini che consente loro di produrre direttamente regole e leggi quando i loro rappresentanti divengano autoreferenziali e non più in grado di riflettere coerentemente la diffusa volontà popolare?
Questo tema (al quale tutti i lettori possono contribuire) sarà tenuto caldo su inSardegna.eu , anche in prospettiva delle regole che la Sardegna dovrà pur darsi dopo il blocco della Statutaria. Ivi inclusa la possibilità, specialmente se la nostra classe politica non riuscirà a costruire un sistema di regole condivise, di una regola delle regole, con l'assegnazione ai sardi di un potere di intervento diretto simile a quello che oggi solo i valdostani hanno.
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Commento di Maria Teresa Riggio, 15 novembre 2007
sono assoggettate a referendum in Svizzera, nei cantoni della Baviera.
Questo quesito ha suscitato reazioni molto forti da parte dei partiti di maggioranza, che chiedono ai cittadini di non andare a votare e si sono permessi di diffondere notizie false e fortemente dannose, che cercano di incidere sui sentimenti di persone deboli, malate o anziane.
Sono fortemente preoccupata da cittadina per la nostra libertà, per la democrazia: a quanto pare il popolo non deve essere sovrano, ma continuare nel suo ruolo di sudditanza, anche perchè non è in grado di capire (sempre secondo gli astensionisti).
Vi ringrazio per lo spazio dedicato in "referendum bomba".
Risposta della redazione, 16 novembre 2007