Ripartire dalle funzioni delle istituzioni regionali
Riflettere sulle funzioni che i consigli regionali devono svolgere è la base per un loro ripensamento. Giorgio Macciotta pone l'accento sulla funzione di legislazione-programmazione delle regioni.
Il problema del bilanciamento si pone ormai per tutti i livelli, a partire dai consigli comunali che hanno perso qualsiasi funzione di rappresentatività della comunità di riferimento. Per le Regioni occorre interrogarsi, in modo specifico, sulle funzioni che esse debbono svolgere. Se, come sembrerebbe dover essere dal modello costituzionale che condivido, devono essere prevalentemente soggetti di legislazione-programmazione, il ruolo del Consiglio e della discussione trasparente sulle finalità delle leggi e sulla strumentazione che esse predispongono diviene centrale. Basta pensare alle questioni censurate dalla Corte Costituzionale sulle coperture della finanziaria e sulla "tassa sul lusso" per comprendere come un Consiglio minimamente responsabile non avrebbe dovuto farle passare. Non si tratta di tornare ad un parlamentarismo ottocentesco ma di costruirne uno moderno. Io aggiungerei anche che nel modello regionale attuale che assegna alla regione fondamentali ruoli gestionali e che, come nel modello Lombardia, può escludere non solo il Consiglio ma anche la Giunta dai compiti di decisione delegandoli ad una SPA i cui amministratori sono per statuto nominati dal Presidente ed a lui rispondono, il fatto che il Presidente possa durare per 20 anni è inquietante.