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Il Programma della nuova Giunta nella tempesta della crisi.

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di Filippo Spanu

Le dichiarazioni programmatiche del neo Presidente Ugo Cappellacci cadono in un momento estremamente delicato per l’economia regionale.

 Visti gli ultimi dati, sull’occupazione, infatti, il nostro Sistema si colloca sempre più e definitivamente in un contesto nazionale ed internazionale del quale subisce, più direttamente rispetto al passato, le fluttuazioni cicliche.

 Gli indici che più immediatamente generano allarme sono quelli legati al mercato del lavoro anche se, le ultime rilevazioni sulla ricchezza prodotta in Sardegna dal 2004 al 2007 dimostrano una forte fragilità sistemica.

 E’ quindi particolarmente importante capire dove intervenire perché i dati della fine 2008 mostrano tendenze negative che inevitabilmente si amplieranno, con la crisi internazionale,  nei prossimi mesi.

 

La crisi nel Mercato del Lavoro

 

All’esordio della scorsa legislatura il programma della maggioranza di centrosinistra pose tra le priorità il risanamento del bilancio regionale, l’investimento sulle politiche della conoscenza, e la scommessa su uno  sviluppo sostenibile imperniato su competitività di sistema e tutela ambientale. Lo sviluppo, e l’occupazione, nel 2004, venivano concepiti come conseguenza di medio-lungo periodo del conseguimento degli obiettivi sulle politiche prioritarie.

  Il conseguente risultato in termini di numero degli occupati (rilevabile nel grafico sottostante ), nel corso degli anni della scorsa legislatura è stato tendenzialmente positivo. Ma da alcuni trimestri si è registrato un brusco ribasso, quasi un anticipo del crollo dell’economia globale .

 Occupati in Sardegna 2004-2008 

Anche i principali indicatori percentuali (Tasso di Attività, Occupazione e Disoccupazione ) hanno operato con dinamiche simili evidenziando un lento ma costante miglioramento fino ad una forte frenata nella seconda parte del 2008.

 E’ particolarmente preoccupante quindi notare che,  proprio  nel medio periodo si sono riscontrati i peggiori risultati. E questi difficilmente potranno invertirsi nei prossimi mesi.

Va anche evidenziato che il peggioramento dei dati è principalmente concentrato sul settore industriale nel quale, al quarto trimestre 2008, si potevano rilevare ben 31.000 occupati in meno rispetto allo stesso periodo del 2004 (-21,2%).

Questa situazione, per certi versi prevedibile, non ha visto emergere in quattro anni delle alternative sufficienti, nel settore manifatturiero, a tamponare il crollo del vecchio sistema industriale nato negli anni sessanta.

Una collasso verticale è stato evitato solo grazie al settore dei servizi che nel periodo 2004-2008 ha guadagnato 21.000 occupati (+ 4,8%).

 

La novità di Genere. L’avanzata delle donne

 

Ma il segnale decisamente più positivo, consolidato, e che andrà opportunamente studiato e rafforzato, è invece il costante miglioramento, non interrotto neanche nell’ultimo disastroso trimestre, dell’occupazione femminile, che migliora tra il 2004 ed il 2008 su tutti gli indicatori.

 

 

Occupazione femminile            Occupate         In cerca di occupazione       T. di Attività%            T. di occupazione%            T. di disoccupazione%

IV Trimestre 2004                   212.000                           47.000                     44,9                                   36,7                                    18,2

IV Trimestre 2008                   225.000                           41.000                     46,3                                   39,0                                    15,6

 (fonte ISTAT) 

 

Questi dati  dimostrano che nuove e numerose donne si sono affacciate su un mercato del lavoro in grado di assorbire questo aumento, dando anche risposta alle donne che già prima cercavano lavoro. Ciò è accaduto, con diversa rilevanza, in tutti i settori.

E’ un processo che si attendeva da tempo ma che andrà rinforzato perché gli indicatori sono ancora molto lontani da quanto previsto dalla Strategia di Lisbona.

Il crollo dell’Industria, quindi è anche, e principalmente, crollo di Genere, con il lavoro maschile che, negli ultimi 4 anni, diminuisce in Sardegna di ben 31.000 unità nel settore industriale.

 

Le risposte di Cappellacci.

Nel suo programma  di Legislatura, in fondo, Cappellacci non rinnega i contenuti già sostenuti dalla precedente maggioranza: Risorse Umane, Welfare,  Sviluppo Integrato e Sostenibile sono i cavalli di battaglia, cui si aggiunge un’enfasi sulle grandi opere infrastrutturali  che nel programma del centrosinistra erano più una conseguenza di una strategia generale che un obiettivo autonomo di sviluppo.

L’attuale Presidente distingue gli interventi urgenti e di breve periodo da quelli strutturali, ma il metodo che Cappellacci dichiara di voler utilizzare, basato sull’utilizzo della Progettazione Integrata e sulla Programmazione Strategica Urbana,  su processi di decisione cooperativa e sul confronto con la Società civile, somigliano molto ai primi passi della precedente Giunta che, ad un certo punto, ha erroneamente cambiato le proprie modalità di approccio allo sviluppo, vanificando il faticoso lavoro compiuto nei primi due anni di attività.

Certamente la maggioranza di centrosinistra non ebbe la possibilità di impostare politiche di brevissimo periodo se non quelle relative alla copertura delle voragini finanziarie lasciate dalle Giunte di Centro Destra, e trovando a sua volta, con la vertenza entrate, copiose risorse grazie alle quali l’attuale Giunta potrà tamponare le difficoltà finanziarie della popolazione sarda.

E’ un’eredità che non va sprecata.

 

Parole e fatti  

Il problema, oggi come allora, è verificare se alle parole seguiranno i fatti, e che tipo di fatti.

Un esempio su tutti può riguardare il Programma Master and Back.

L’attuale Giunta lo ritiene importante ed Il bilancio stesso del Programma è già oggi ampiamente positivo, con un costante bisogno di manutenzione. Due azioni però saranno decisive  per migliorarlo definitivamente:

  •  La capacità di valutare la sua funzionalità  e la sua efficacia con un piano di valutazione ed una tempestiva azione di adattamento. Cappellacci nel suo programma non parla neanche una volta di valutazione di politiche pubbliche, e ciò è preoccupante.
  •  La coerenza in termini di incentivi e regole per far si che nascano veramente (e siano premiate) aggregazioni di imprese ed imprese altamente innovative. E’ impensabile infatti che le attuali imprese poco innovative e di piccola struttura possano accogliere in gran numero, “in back”, le centinaia di giovani superspecializzati che stiamo preparando all’estero e sul continente. Il DPEF 2006 si era dato questo obiettivo, ma anche qui, la strategia ha conosciuto più di una battuta d’arresto.

 

Il lavoro del Consiglio (in particolare dell’opposizione)

Ogni parte del Programma di Cappellacci andrà quindi vagliata criticamente alla luce di un metodo che sia portatore di proposte concrete. Molte delle affermazioni paiono oggi, come è tipico dei programmi di legislatura, abbastanza generiche. Sarà quindi necessario sviscerare i problemi e comprendere meglio le soluzioni proposte.

Questo perché la precedente legislatura lascia molte eredità; sarà bene non sprecarle, sia da parte della maggioranza che dell’opposizione, con un continuo teatrino fatto di dichiarazioni superficiali ad uso di una finta comunicazione.

Siamo tutti chiamati ad uno impegno di coerenza e concretezza.

 

 

by Filippo Spanu last modified 2009-03-30 15:40

La novità di Genere. L’avanzata delle donne

Posted by Redazione insardegna.eu at 2009-04-07 11:39
da La Repubblica del 7 aprile, un articolo sui cambiamenti in atto nel mercato del lavoro richiamati da Filippo Spanu
Gli uomini perdono il posto e le donne diventano capofamiglia
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/economia/disoccupati-lavoro/occupazione-donne/occupazione-donne.html

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