Master and Back: uno scambio ineguale?
Dopo due annualità, il programma Master and Back si avvia alla conclusione ed è in procinto di aprire l'ultima fase che potrebbe avere un seguito, molto più mirato, nel prossimo periodo di programmazione 2007 – 2013. Sulla base delle informazioni disponibili, inSardegna.eu apre una riflessione sui risultati raggiunti sino a questo momento e sulle criticità di questo programma innovativo, diventato il modello di riferimento per molte altre regioni.
Il programma Master and Back va incontro alla sua ultima annualità evidenziando luci e ombre di un’iniziativa fortemente sostenuta dall’attuale Giunta regionale.
E’ innanzitutto utile ricordare che l’Amministrazione regionale muovendosi in linea con gli orientamenti comunitari che inseriscono le politiche dell’istruzione e della formazione al centro della creazione e della trasmissione delle conoscenze, ha presentato un programma assolutamente originale nel panorama europeo, diventato il modello di riferimento per molte altre regioni.
L’obiettivo della Regione, attraverso uno stanziamento di 53 milioni di euro nel triennio 2005-2008, è quello di dare la possibilità ai giovani laureati sardi di accedere a programmi di alta formazione, organizzati da università e organismi di qualità e reputazione riconosciute a livello internazionale, operanti fuori dal territorio regionale, e favorire il loro rientro in Sardegna e l’inserimento nel mondo del lavoro.
Obiettivo molto ambizioso ma in parte raggiunto, vediamo insieme perché.
Master and Back è alla conclusione della sua seconda annualità ed in procinto di aprire l’ultima fase che potrebbe avere un seguito, molto più mirato, nel prossimo periodo di programmazione 2007 - 2013.
L’analisi dei dati relativi al primo bando, pubblicato nel dicembre del 2005 e chiuso dopo un anno, unitamente a quelli parziali del bando 2007 appena concluso, consente di fare alcune considerazioni.
La tabella evidenzia le domande ammesse:
Comparando la tabella, dopo un anno di apertura per il primo bando e quattro mesi per il secondo bando, è possibile affermare il continuo miglioramento in termini numerici dell’iniziativa. Nel primo bando si rileva un forte interesse dei laureati sardi nei confronti dell’alta formazione e un consenso non altrettanto significativo nei confronti degli stage e dei percorsi di rientro.
Le proiezioni dei dati oggi disponibili sul bando 2007, seppur parziali in considerazione del fatto che non tutte le domande pervenute sono state istruite, nel confermare il successo dei percorsi di alta formazione lasciano intravedere un maggiore interesse dei candidati nei confronti degli stage e dei percorsi di rientro.
Ma scopriamo insieme accanto ad alcuni aspetti di carattere generale (incremento delle borse di studio, maggiore celerità nelle procedure di finanziamento, rendicontazione delle risorse per ambito disciplinare) cosa è cambiato in questa seconda annualità:
- Alta formazione: sostanzialmente i due interventi sono identici, cambiano i parametri di selezione degli organismi ospitanti che diventano meno stringenti rispetto al passato con una maggiore semplificazione delle modalità di valutazione dei percorsi formativi proposti.
- Stage: non è più previsto l’accordo di collaborazione tra un’impresa, ente o università sarda e un organismo ospitante che opera fuori dalla Sardegna. I candidati possono contattare direttamente le aziende operanti fuori dal territorio regionale e presentare insieme un programma di stage.
- Percorsi di rientro: maggiore visibilità nelle procedure di candidatura dei laureati. Il loro curriculum viene pubblicato su una short list del sito. Gli organismi ospitanti presentano un progetto di rientro individuando il candidato con le competenze più adeguate alla propria organizzazione.
Quindi poche ma sostanziali novità nella “Guida per la partecipazione 2007” che hanno evidentemente incentivato gli stage e i percorsi di rientro, con notevoli miglioramenti in termini di efficacia del programma, e sopratutto di prospettive future. Rimane il dubbio che l’alleggerimento procedurale per gli stage abbia facilitato l’accesso dei candidati ma impoverito di una componente fondamentale, ossia il dialogo e la relazione tra organismo proponente (sardo) e ospitante, e del suo possibile effetto moltiplicatore.
Tra le novità anche lo snellimento nelle procedure di erogazione dei contributi. Non più tre tranche di finanziamento ma due, con un’anticipazione del 90% dell’importo totale. Aspetto non certamente trascurabile che da un lato agevola la certificazione della spesa dell’Amministrazione regionale evitando il disimpegno delle risorse comunitarie e la riscossione del finanziamento per i candidati, ma non persegue finalità altrettanto educative. Difficile cogliere quale sia l’obiettivo formativo nell’erogare in un’unica tranche il contributo all’inizio del percorso di rientro (€21.600) anzichè su base mensile, come previsto nei normali rapporti di lavoro subordinato.
In conclusione risulta evidente che l’anello più debole di questo processo virtuoso è il rientro in Sardegna. I nostri laureati dimostrano grande disponibilità a trascorrere un lungo periodo di formazione fuori dal contesto isolano, ma il tessuto economico non è altrettanto capace di valorizzare le competenze acquisite. Chi sembra cogliere l’opportunità offerta dal programma è la pubblica amministrazione. L’esame dei percorsi di rientro attivati con il bando 2007, evidenzia che il 70% di questi ultimi proviene da università, enti locali, aziende sanitarie. Risultato, comunque, ragguardevole rispetto alla passata annualità nella quale la percentuale sfiorava il 100%. Il rischio però è che Master and Back, se non adeguatamente orientato verso le aziende private, possa contribuire ad alimentare il precariato all’interno della pubblica amministrazione che difficilmente potrà garantire la stabilizzazione di tutti i suoi futuri collaboratori a progetto.
E’ possibile, invece, che integrando Master and Back con gli strumenti di incentivazione oggi esistenti, o introducendone nuovi, si possa contribuire a traghettare le nuove generazioni dalla precarietà in cui sono costrette verso una stabilità professionale, che va di pari passo con la stabilità sociale.
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Commenti
Mauro Mudadu, 6 gennaio 2008
Lavoro in uno studio di consulenze ambientali e dopo aver fatto diverse interviste a possibili collaboratori ne ho individuato uno in particolare molto preparato e per noi molto interessante anche perché essendo un Master and Back pensavamo di inserirlo con un programma di rientro per poi assumerlo dopo due anni. Ma da pochi giorni ha scoperto, potendo telefonare un solo giorno alla settimana dalle 11,00 alle 13,00, che il suo rientro è condizionato solo ad alcune opportunità di lavoro con un futuro incerto mentre non è possibile “rientrare” in uno studio professionale che invece gli prospetta un lavoro continuativo. La opportunità di rientro per i giovani preparati è una opportunità per tutti gli operatori del mercato del lavoro o solo per chi non può garantire continuità?
Commenti
Stefano Corrias, 12 febbraio 2008
Cara Redazione,
(visto che l’articolo l’hai firmato tu) ignoro quale sia la tua corrente politica di appartenenza!
Mi permetto di segnalarti che in riferimento a quanto affermato riguardo alle modifiche degli interventi nell’Alta formazione i due interventi non sono identici infatti è stata eliminata, con la scusa che vi erano poche richieste una Linea d’intervento ovvero quella delle Scuole di Specializzazione.
Per ciò che concerne lo snellimento nelle procedure di erogazione dei contributi sono talmente snelle che a tanti beneficiari i soldi non sono ancora arrivati.
Per non parlare delle incongruenze dei bandi, dei ritardi, delle imprecisioni, dell’impossibilità di comunicare con l’help desk a tutt’oggi (provate a chiamare o a inviare una e-mail Voi stessi!), delle false aspettative che hanno creato in tanti laureati sardi, del fatto che un Programma triennale, escludendo il primo anno, da la possibilità di inoltre le richieste solo alcuni mesi all’anno, ecc. ecc.
Il mio non è solo un commento ma è anche un augurio per tutti quelli che concorrono a redigere gli articoli per te Cara Redazione che adottino un maggior spirito critico magari cercando di stare un po’ più aderenti alla realtà dei fatti, come fanno i veri Cronisti con la “C”maiuscola.
Come poter ignorare le continue lamentele dei laureati, le interrogazioni consiliari.
Per carità l’intenzione forse è anche lodevole ma continua ad essere gestita in modo kafkiano e tu Cara Redazione ne devi tenere conto! Se vuoi confrontarti con la realtà puoi andare a visitare questo link http://sardegna.blogosfere.it/2006/07/master-and-back.html
Firmato Un laureato sardo che si è sentito tradito dalle Istituzioni
Stefano Corrias