Il nuovo ospedale di Cagliari
Com’era largamente
prevedibile l’approvazione del nuovo Piano Sanitario Regionale ha scatenato nel
mondo della politica sanitaria sarda usa serie impressionante di discussioni
tra cui quella, piuttosto vivace, sul
progetto del nuovo ospedale di Cagliari che dovrebbe sostituire, accorpandoli,
il Marino e il SS. Trinità.
I Riformatori Sardi hanno
addirittura promosso una raccolta di firme contro il progetto della Dirindin e
io devo premettere che, per una volta, sono d’accordo con l’assessore e non con
i miei amici Riformatori.
E’ giusto e ragionevole
fare un nuovo ospedale che sostituisca
strutture obsolete, scomode per i pazienti e di difficilissima gestione anche
sotto il profilo economico.
Le ragioni per farlo sono tanto numerose ed evidenti che non mette conto di parlarne mentre ci sono paure su cosa avverrà nel frattempo delle attuali strutture, sull’eliminazione di servizi di Pronto Soccorso dal centro città e, soprattutto, si discute sulla sua localizzazione.
Sul primo punto abbiamo
le assicurazioni delle autorità sanitarie che si manterranno pienamente
operativi gli attuali ospedali fino alla disponibilità del nuovo presidio e qui dobbiamo fidarci della loro parola anche
se non sempre si sono dimostrate pienamente affidabili.
Per quanto riguarda la
chiusura dei Pronto Soccorso nulla impedisce di pensare a soluzioni alternative
(un servizio attivo solo in estate dalle parti del Poetto, giusto per fare un
esempio) ma è bene che tutti sappiano che è meglio fare 5 minuti di auto in più
per andare in una struttura davvero attrezzata per l’emergenza piuttosto che
avere tanti piccoli e inadeguati Pronto Soccorso sotto casa.
Il punto più controverso è però quello della localizzazione, con i Sindaci dei paesi dell’hinterland in gara per avere il nuovo ospedale sul proprio territorio più per ragioni di prestigio che, mi pare, per vantaggi effettivamente ricavabili .
Bene, chiunque abbia una sia pur minima conoscenza delle tecniche ospedaliere sa bene che c’è un posto ideale per sistemarci il nuovo ospedale ed è l’area tra il Brotzu, il Microcitemico e l’Oncologico, che va dalle pendici del colle di San Michele fino alla via Peretti, al confine tra i territori di Cagliari e Selargius.
L’area è facilmente raggiungibile
in pochi minuti dalla città grazie all’asse di scorrimento ed è inoltre
attigua alla rotatoria tra via Peretti e
l’asse di scorrimento , da cui è
previsto che parta il nuovo asse di collegamento con le statali130 e 131.
Tutti gli abitanti del versante orientale
dell’hinterland cagliaritano potranno giungere al nuovo ospedale in pochi
minuti tramite la 554, per la quale non si dimentichi che la Regione ha già avviato
le gare per la progettazione dei nuovi
svincoli.
A distanza di poche centinaia di metri si troverebbero ben quattro ospedali tra i più importanti della Sardegna, cosa che consentirebbe di offrire ai pazienti una concentrazione di offerta sanitaria con pochi uguali in tutto il paese, con la possibilità di consultare specialisti diversi e servizi sanitari strumentali tutti situati, come direbbero gli americani, in “a walking distance”.
Da non trascurare il fatto che si tratta di una zona prevalentemente pianeggiante e quindi dove sarebbe facile costruire a costi contenuti grandi parcheggi sotterranei, ricca di collegamenti pubblici, con evidenti vantaggi sia per i pazienti che per il personale.
Sarebbe infine possibile concentrare l’emergenza ed urgenza al Brotzu (potenziandone alcuni reparti ) e utilizzare almeno in parte i servizi di cui sono dotati gli ospedali già esistenti, riducendo notevolmente sia i costi di costruzione che quelli di gestione del nuovo presidio.
Una situazione simile esiste (e ben lo sanno numerosi pazienti sardi) a Houston dove, in un’estesa area centrale donata alla città da un ricco petroliere con la condizione che fosse destinata a strutture sanitarie, sono raggruppati alcuni dei più prestigiosi ospedali del mondo tra cui il S. Luke (dove De Backey diede vita alla moderna cardiochirurgia), l’M.D. Anderson, ritenuto il miglior ospedale al mondo per la cura dei tumori, e l’Hermann Hospital dove tantissimi sardi sono stati trapiantati di rene dal Prof. Barry Kahan prima che anche da noi si aprisse l’era dei trapianti.
Insomma, basterebbe avere un poco di umiltà e magari andare a vedere.
L’area ha un solo difetto, è in parte di proprietà della famiglia del Sindaco e questo spiega perché il Comune di Cagliari non può proporla: tuttavia sarebbe un peccato perdere l’occasione solo per questo.
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Commenti
Marcello Tidore, 19 settembre 2007
L’idea di creare un nuovo e moderno ospedale non può che essere oggetto di attenzione da parte di tutta la cittadinanza e delle forze politiche che hanno in questo periodo storico l’onere di governare il territorio, l’idea del Dott. Meloni di allocarlo in una zona ove esistono già importanti presidi ospedalieri non mi pare però completamente condivisibile.
Ritengo infatti che per ragioni di sicurezza sociale e ma anche di concentrazione di servizi e quindi di utenti in un’unica area della città, sia preferibile vagliare l’ipotesi di individuare una zona differente.
Sono noti a tutti i problemi di traffico e di parcheggi che già intasano la via Peretti e la via Jenner, costruire parcheggi sotterranei significherebbe quasi certamente creare parcheggi a pagamento con un significativo aggravio sulle tasche dei cittadini utenti/pazienti o per i loro familiari.
Inoltre nella zona est della città oltre ai tre presidi già esistenti si trova, a poca distanza, anche il Policlinico Universitario. Tale scelta in aggiunta lascerebbe invece del tutto scoperta la parte opposta della città.
Penso pertanto che potrebbe essere oggetto di attenzione la zona di Viale Poetto, ed in particolare una porzione delle zone attualmente utilizzate dall’esercito. Una scelta di questo tipo permetterebbe in primis di garantire un servizio di urgenza alle molte persone che in estate sia di giorno che di notte frequentano il Poetto, in secundum decentrerebbe una significativa parte di sevizi in una zona ben collegata sia da mezzi pubblici che da strade a scorrimento veloce. Inoltre trovandosi in una zona pianeggiante permetterebbe la costruzione di parcheggi sotterranei, e nel contempo avrebbe comunque importanti aree non edificate pianeggianti intorno ove sistemare parcheggi esterni ( poco costosi e quindi verosimilmente gratuiti) ed una zona verde.