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Corruzione: cosa non passa nell’imbuto dell’informazione

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di Antonello Angius


La percezione del malaffare in Italia è diffusa. Ma anche confusa, perché si è costretti a farsi un’idea dai frammenti di cronaca senza trovare il riscontro dei dati nei media. Così, insieme ai dati, evapora anche la lotta al fenomeno.


Cor2.jpgFlash Ansa, 8 dicembre 2008: l’Italia è uno dei paesi dove è meno frequente la corruzione, secondo l’ultimo sondaggio Eurobarometro. Prima è la Romania, dove il 23 % degli intervistati ha ricevuto almeno una richiesta di tangenti, rispetto al modesto 1,3% dell’Italia, che è piu' virtuosa della Francia (2,3%) e della Germania (1.4%).

Il giorno dopo, 9 dicembre 2008, Transparency International: una rilevazione appena ultimata assegna all'Italia il sesto posto fra i paesi con la maggiore propensione alla corruzione nelle attività imprenditoriali all’estero (prima è la Russia).

Notizie che si incrociano e che si contrastano fugacemente da un giorno all’altro, lasciando ai lettori un sapore di incertezza. Oppure la certezza che nulla è davvero attendibile. Così ognuno è libero di citare il dato che vuole, magari secondo convenienza: schiacci il bottone Ansa e compare il messaggio “Italia, poca corruzione”, schiacci Transparency International e compare “Italiani corruttori”. Questo almeno se si leggono i dati al volo senza approfondire, come accade alla maggior parte di noi su tanti temi. Se però ci si ferma, si torna indietro e si controllano le fonti, il discorso cambia. E si scopre che a essere inattendibili non sono le fonti, ma i passaggi nostrani dell’informazione.

Entrambi i sondaggi appena citati sono stati condotti da Gallup, il primo per Eurobarometro (Commissione Europea), il secondo per la nota organizzazione internazionale di lotta alla corruzione. Il sondaggio citato da Ansa, in realtà, ha come tema le frodi (Citizens’ perceptions of fraud and the fight against fraud in the EU27). Dalle risposte alle 23 domande proposte telefonicamente, l’Italia risulta fra i paesi con la maggiore percezione di ampie frodi contro la cosa pubblica (è al sesto posto, prima la Grecia), e della corruzione e malaffare (wrongdoing) presenti nel governo nazionale e nelle istituzioni (anche qui siamo sesti per gravità del fenomeno su 27 paesi).

Stando ai risultati di questo sondaggio, la punta dell’iceberg di quella che alcuni competenti osservatori considerano oggi come la nuova tangentopoli italiana, emersa con le inchieste in Abruzzo, Campania e ora in Lombardia, non poteva certo essere una sorpresa per i cittadini. Ma l’Ansa si è soffermata sulle risposte a una sola domanda, la ventunesima su 23 del sondaggio: “Negli ultimi 12 mesi qualcuno le ha chiesto o si è aspettato da lei una bustarella o tangente?”. Solo l’1,3% degli intervistati italiani ha risposto di si, un numero inferiore alla media comunitaria (4%) e al dato di un paese che non è l’ultimo per qualità delle istituzioni democratiche come la Francia (2,3% di risposte affermative). Ma non c’è bisogno di essere degli specialisti per capire che questa domanda non fotografa il fenomeno complessivo della corruzione, bensì le sole richieste esplicite e illecite di denaro rivolte da pubblici ufficiali o da privati in cambio di un servizio.

Pochi mesi prima, l’Unione Europea aveva diffuso un sondaggio specificamente dedicato alla corruzione - “Le attitudini degli europei verso la corruzione” - che però nel nostro Paese non ha  trovato udienza nei canali ordinari dell'informazione.

In questo sondaggio più specifico è stata rivolta una domanda simile a quella sopra citata, che tuttavia non comporta ammissioni personali: “Ritiene che dare e ricevere bustarelle, e l'abuso di posizioni di potere per il guadagno personale, siano diffusi in queste categorie (seguono 12 categorie fra politici, pubblici ufficiali, operatori sanitari e scolastici)? I più gettonati in Italia sono stati i politici nazionali (56%), il che che ci colloca al 5° posto per gravità percepita del fenomeno fra i 27 paesi europei. Ma in termini relativi è la corruzione fra i politici regionali e locali a distinguerci più negativamente: il 48% dei cittadini ritiene che sia una pratica diffusa fra i politici regionali, un valore che pone l’Italia al secondo posto in Europa (prima la Grecia), mentre si dice certo della diffusione della corruzione fra i politici locali il 49%, e anche qui siamo secondi in Europa, battuti solo dalla Romania.

Altro che Italia agli ultimi posti per corruzione, come affermato dall’Ansa (o fatto maldestramente affermare al sondaggio Eurobarometro-Gallup)! Il dato più preoccupante è che, nel raffronto con il corrispondente sondaggio del 2005, l’Italia risulta il paese europeo con il più alto tasso di crescita della corruzione percepita: +9% nelle istituzioni locali, +6% in quelle regionali e +4% in quelle nazionali.

Nulla di quanto sopra è transitato nei maggiori canali televisivi e nei principali giornali. Conseguentemente, ben poco risalto ha avuto l’abolizione dell’Alto Commissariato per la lotta alla corruzione, determinata lo scorso anno dal governo Berlusconi (con l’art. 68 della L. 133), le cui funzioni sono state trasferite al Ministro competente. Parola d’ordine, “semplificare”: anche la lotta alla corruzione evidentemente andava semplificata. Una decisione che ha suscitato la “profonda preoccupazione”, espressa in una lettera, del presidente del GRECO a Strasburgo. Il GRECO è un organismo internazionale che redige rapporti di valutazione sui crimini di corruzione e sulla trasparenza dei finanziamenti ai partiti. E’ stato promosso dal Consiglio d’Europa e raggruppa 46 stati: l’Italia ha aderito quasi ultima, 45° membro, nel giugno del 2007, e non ha reso pubblico alcun documento di valutazione che la riguardi nel sito dell’organismo. Scrive poi Transparency International sulla situazione italiana, nel suo recente studio di valutazione delle iniziative governative contro la corruzione da parte dei paesi del G8: "L’iniziativa di incorporare l’ufficio dell’Alto Commissario in un corpo governativo più ampio è vista come compromettente per la sua indipendenza e per la possibilità di far funzionare efficacemente un numero verde per le denunce di corruzione”.

L'Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito nella pubblica amministrazione era stato istituito nel 2004, anche a seguito di accordi internazionali sottoscritti dal nostro paese con il Consiglio d'Europa, l'Onu e l'Ocse. Sconfortante il giudizio di uno dei commissari avvicendatisi al governo della struttura, Gianfranco Tatozzi: "In Italia una seria politica anticorruzione non è possibile". Va detto che l’avversione politica a questo istituto è stata bipartisan: già durante il governo Prodi, nel 2006, c’era stato un tentativo di soppressione tramite accorpamento con altre strutture. Eppure l’estinto Commissariato ha prodotto l’unica mappa ufficiale della corruzione disponibile in Italia, ancora scaricabile da ciò che resta del sito.

Dalla mappa sono emersi dati impressionanti, che uniscono Nord e Sud in un comune afflato corruttivo: le cifre, pur parziali, fornite dalla Guardia di Finanza per il periodo 2006-2007, assegnano il record dei corrotti nel campo della sanità a Calabria e Lombardia, con circa l’85% delle denuncie che riguarda il settore, mentre per il numero totale di episodi denunciati la Lombardia è terza in classifica fra le regioni più corrotte dopo Calabria e Sicilia.

Alla fine del rapporto, dopo un richiamo alle posizioni di retroguardia occupate dal nostro paese nelle classifiche internazionali sulla corruzione (in cui siamo preceduti di stretta misura dal Botswana), si legge che “l’Alto Commissario intende presentare ogni anno una mappa non solo sullo stato della corruzione, ma anche sulla effettiva adozione delle misure anti corruzione intraprese a tutti i livelli nel corso dell’anno, monitorando il progresso delle iniziative assunte a tutti il livelli, a partire proprio dall’azione dell’Alto Commissario.”

Un obiettivo rivelatosi troppo ambizioso per la politica italiana. E per i flash della nostra informazione.

by Antonello Angius last modified 2009-01-15 18:31

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