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Donne, legalità e ...

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di Stefania Aru

Perché nella Provincia più piccola d’Italia le donne non hanno significativi ruoli istituzionali elettivi? Si tratta della replica di un modello diffuso o viceversa esiste una specificità locale? Attraverso l’adozione di un modello partecipativo di confronto, la sfida è di modificare questi valori, a partire da una comune assunzione di responsabilità.


tavola rotondaQuesto piccolo momento di riflessione potrebbe avere quale incipit belle frasi come “Nel corso degli ultimi anni nella nostra regione le pari opportunità….”, oppure “Le politiche per le pari opportunità hanno avuto un grande sviluppo specie all’interno dei documenti di programmazione regionali….”. Ci piacerebbe tanto poter parlare di grandi passi in avanti fatti dal nostro “Sistema Regione” verso l’effettivo riconoscimento del principio di parità e non discriminazione; per contro ci dobbiamo limitare a raccontare l’esperienza della più piccola provincia d’Italia che prova tenacemente e caparbiamente a lavorare in tal senso.


Lo scorso 12 ottobre la Provincia dell’Ogliastra, in collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità, ha realizzato una giornata di lavoro dal titolo “Donne e Legalità. Percorsi di progettazione partecipata in Ogliastra”. Un’occasione di confronto fra tutti gli attori politici, istituzionali, economici e del terzo settore del territorio. Una giornata che ha affrontato in maniera partecipata alcuni temi “difficili”, quali la violenza, l’immigrazione, la partecipazione politica, l’occupazione, lo sviluppo economico dei territori marginali, con l’intento di riaffermare il ruolo delle donne nella costruzione di una società all’interno della quale i principi di legalità non debbano più essere derogabili e, di fatto, derogati.

Al termine dei lavori, il territorio ha assunto un impegno preciso attraverso la stipula di un Protocollo di Parità, ovvero un documento condiviso volto a tradurre in pratica una specifica assunzione di responsabilità affinché:

  • le Pari Opportunità siano rispettate in tutti i settori;
  • la politica e l’economia assumano, come base delle proprie strategie, il mainstreaming di genere;
  • i processi partecipativi siano realmente imparziali nei confronti delle donne e dei soggetti svantaggiati.

Tutto ciò nella piena consapevolezza che la presenza equilibrata di uomini e donne rappresenta la vera ricetta per migliorare le condizioni di sviluppo dei territori.
 

Perché un Protocollo di Parità

La risposta appare quasi scontata: evidentemente perché le pari opportunità, nonostante tutto e tutti, non sono a tutt’oggi una realtà. Se lasciamo da parte la visione catastrofista, la risposta è nella constatazione che questo territorio ha (ci auguriamo) preso coscienza della necessità di essere artefice del proprio sviluppo. Il processo della Progettazione Integrata sicuramente non ha portato ai territori risorse economiche certe, niente denaro sonante ma un piccolo embrione di cambiamento, quello più difficile da attuare, un cambiamento di mentalità. Il territorio ha mosso i primi passi verso una programmazione che, partendo dai fabbisogni rilevati ed espressi da tutti gli attori, è giunta all’individuazione di strategie di sviluppo condivise e ha affermato la necessità di una maggiore partecipazione della componente femminile nella definizione di percorsi di crescita. Attraverso il Protocollo di Parità, i sottoscrittori hanno inteso dar luogo a proposte e progetti che adottano esplicitamente come indicatore di qualità la promozione, diffusione e applicazione delle politiche di Pari Opportunità sul territorio ogliastrino.

In particolare gli obiettivi del Protocollo sono:

  • attuare in modo organico un’efficace politica di Pari Opportunità sull’intero territorio, mediante la realizzazione di progetti volti ad attivare i diversi organismi di parità presenti o potenziali del territorio di riferimento;
  • favorire le azioni di informazione, sensibilizzazione e approfondimento che pongano le politiche di sviluppo del territorio in relazione alle politiche di parità e di equità, con il coinvolgimento di tutti i soggetti che operano all’interno del Progetto;
  • sostenere attività di raccolta ed analisi di dati ed informazioni al fine di orientare meglio l’azione di mainstreaming di genere nel territorio interessato;
  • promuovere un processo di sviluppo sostenibile del territorio in relazione all’accoglienza dei nuclei familiari;
  • valorizzare la componente femminile nella diffusione della cultura e della cura del territorio, come strumento privilegiato di trasferimento alle generazioni più giovani di una cultura positiva del territorio e di cura dell’ambiente;
  • favorire il coinvolgimento delle donne in tutte le fasi di produzione e promozione dei prodotti locali, perseguendo contemporaneamente la valorizzazione delle risorse produttive, ambientali e culturali esistenti sul territorio.

Al fine di far comprendere le ragioni che hanno portato alla stipula di un documento di questa natura può essere utile riportare qualche numero, anche se le fonti istituzionali risultano essere alquanto limitate. I dati sulla popolazione evidenziano il medesimo andamento registrato a livello regionale, anche se con intensità differenti. Nel quinquennio 2001-2006, a fronte di una crescita regionale pari al 3,51%, l’Ogliastra si attesta su uno 0,12%.


Fig.1 donne, legalità e ...


I dati sull’istruzione evidenziano la presenza di un maggior numero di donne nelle classi di istruzione corrispondenti a titoli di studio più elevati, analogamente a quanto succede nel Mezzogiorno e a livello nazionale. Per contro la situazione occupazionale in Provincia appare in controtendenza rispetto ai livelli di istruzione, con elevati tassi di disoccupazione specialmente giovanile (maschile: 44,4, femminile: 59,5).

Accanto alla presenza di un mercato del lavoro con evidenti barriere all’ingresso per le donne, anche se in possesso di titoli di studio che sembrerebbero agevolarne la presenza in posizioni di responsabilità, si deve registrare nel territorio l’insufficienza di servizi di cura e di conciliazione (Tav.1).


Tav.1 donne legalità e ...


In Ogliastra, per esempio, non è attivo alcun centro antiviolenza, il più vicino è situato a Nuoro, a fronte di una netta crescita dei fenomeni accertati e denunciati di violenza o molestie contro le donne. (Fig. 2), in un contesto di dimensioni sociali piccole dove la denuncia è molto difficile.


Fig.2 donne legalità e ...

Altro dato interessante è rappresentato dalla partecipazione politica delle donne. Sicuramente il meccanismo delle quote rosa non ci piace e non lo riteniamo uno strumento valido per favorire la partecipazione politica, ma alla luce delle rilevazioni dirette operate sul territorio, tale strumento non appare privo di senso. Su un totale di 23 comuni, solo 3 sono amministrati da donne: i due capoluoghi, Tortolì e Lanusei, e il comune di Seui che sta vivendo in questo periodo vicende alquanto tormentate, con le recenti dimissioni del sindaco. Inoltre, ben 11 amministrazioni non hanno neanche un assessore donna e 4 neanche un consigliere. Per contro la partecipazione femminile all’interno delle strutture amministrative si attesta complessivamente sul 50%, con una presenza particolarmente significativa all’interno della categoria dei segretari comunali. In tale contesto le motivazioni alla base della stipula di un protocollo di parità appaiono evidenti.

 

I contenuti e gli impegni del territorio

Il Protocollo definisce le linee di intervento attraverso le quali il territorio si impegna ad attivare azioni concrete per l’applicazione del principio di pari opportunità e non discriminazione. I sottoscrittori si sono direttamente impegnati a lavorare congiuntamente su alcune priorità, come il lavoro, i servizi di cura e conciliazione, l’informazione e l’assistenza tecnica per favorire e sostenere la nascita di nuove imprese al femminile e sostenere la diffusione dei principi ispiratori del protocollo. Si riportano le principali linee di indirizzo presenti nel documento:

  1. Promuovere iniziative atte a migliorare la partecipazione delle donne al lavoro sostenendone la capacità lavorativa, sia dipendente che indipendente, anche attraverso l’incoraggiamento di nuove forme di sostegno;
  2. Favorire la diffusione di servizi territoriali ed iniziative che favoriscano la conciliazione fra responsabilità di lavoro e responsabilità familiari;
  3. Sostenere la nascita e lo sviluppo di servizi territoriali di informazione, sostegno e accompagnamento per promuovere l’imprenditorialità delle donne e la partecipazione delle stesse alle scelte decisionali relative allo sviluppo locale;
  4. Favorire la nascita e l’accompagnamento di iniziative volte a sostenere l’occupabilità e l’imprenditorialità delle donne come elemento che caratterizza la qualità dello sviluppo locale durevole, anche attraverso l’utilizzo di formule innovative di sostegno economico (es. microcredito) realizzate in maniera coordinata e sinergica dai soggetti sottoscrittori del protocollo;
  5. Favorire e sostenere azioni condivise dal territorio, che vedano la partecipazione congiunta di enti pubblici e del settore privato, sui seguenti obiettivi strategici:

            a. Affermare i principi di legalità e contrastare i fenomeni di violenza;

            b. Sostenere la partecipazione ai processi di governance territoriale e la partecipazione attiva delle donne                 ai processi decisionali e nelle scelte strategiche di sviluppo;

            c. Sostenere attivamente l’integrazione all’interno delle comunità anche degli immigrati, in particolare delle                 donne immigrate e promuovere il loro inserimento lavorativo;

            d. Favorire la partecipazione femminile allo sviluppo locale e rurale sostenibile, anche attraverso strumenti                 ad hoc atti a promuovere la nascita di nuove imprese e il consolidamento di quelli esistenti

I soggetti sottoscrittori sono vari e variegati, alla Provincia, soggetto ispiratore e promotore del protocollo, alla quale compete anche il ruolo di responsabile dell’attuazione, si sono associati 16 amministrazioni comunali, la ASL n.4, il GAL Ogliastra, le associazioni del Terzo settore, le imprese, singole e associate. La sottoscrizione congiunta del documento da parte di soggetti pubblici e privati non rappresenta una novità per il territorio ogliastrino, che aveva già sperimentato tale modalità di lavoro nel corso delle azioni della progettazione integrata, ma la prosecuzione di un lavoro partenariale intenso e, in alcuni casi, difficile.

 

Un auspicio

Concludiamo con un auspicio per il futuro.

Ci auguriamo che il protocollo di parità sia solo il primo passo che l’Amministrazione Provinciale compie verso la reale promozione dei principi di pari opportunità e non discriminazione a livello locale e che le amministrazioni e le imprese ogliastrine continuino a percorrere la strada tracciata con sempre maggiore entusiasmo.

Ci auguriamo che tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di tale lavoro, e in maniera particolare il Dipartimento per le Pari Opportunità, continuino ad essere “amici dell’Ogliastra” e seguitino a darci preziosi consigli e supporto; a tutti loro vanno i nostri ringraziamenti.

L’ultima sollecitazione è per le donne, non solo quelle ogliastrine, affinché non dimentichiamo mai che la differenza di genere è un valore.

by Stefania Aru last modified 2007-11-02 15:02

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