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I dati del turismo: nuova puntata

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di Roberto Saba

Nella lettura dei dati sul turismo sarebbe bene riscoprire la distinzione tra speranze ed aspettative. Ritorniamo a parlare di turismo, tra dati congiunturali e indagini censuarie, più o meno certificate. Nella speranza che, prima o poi, si riesca a sapere quanti turisti vengono realmente in Sardegna e quale è l'effettivo andamento della domanda, così da poter serenamente interpretare le tendenze e concordare come programmare gli interventi necessari a sostenere efficacemente il turismo sardo.


BudelliRitorniamo sui dati del turismo che insardegna.eu aveva commentato alcuni mesi fa in un articolo dal titolo “Turismo, la giungla dei numeri”, un tema ripreso da Giovanni Sistu in “Turismo e strategie decisionali”, commentato da Stefano Lubrano in “Non si perdono solo i treni”.

Ci eravamo lasciati evidenziando come per il turismo vi fosse difficoltà a disporre di dati coerenti e certificati in grado di fornire indicazioni utili a programmare adeguatamente le iniziative che Regione e Operatori mettono in atto per favorire lo sviluppo del settore.

L'attenzione di insardegna.eu si era in particolare concentrata sui dati, spesso contrastanti, relativi alla stagione 2006.

L’antefatto: i dati della Regione sulla stagione 2006

Solo per memoria vorremmo ricordare che la Regione in due occasioni particolari aveva fornito indicazioni sull’andamento della stagione.

Il 3 novembre 2006 sul sito della Regione compariva una informativa dal titolo eloquente: “Stagione turistica 2006, presenze in aumento”. La news faceva riferimento ai risultati dell’ Indagine Congiunturale 2006 affidata dall'assessorato regionale del Turismo al Centro Interuniversitario Ricerche Economiche e Mobilità (CIREM), supportato dagli istituti di ricerca E-RES di Cagliari e Makno & Consulting di Milano.

Si trattava di un’indagine congiunturale basata sulle percezioni di un campione rappresentativo di operatori del settore sull’andamento dei flussi turistici a luglio-agosto e settembre 2006 rispetto agli stessi mesi del 2005 e sulle previsioni circa l’andamento della stagione in corso.

Va evidenziato che il campione faceva riferimento al 35,7% dei posti letti totali riferibili a 241 strutture alberghiere sulle 793 dell’isola.

L’indagine evidenziava che gli intervistati “percepivano” un incremento del 2% rispetto alle presenze luglio 2005, del 3,2% rispetto ad agosto 2005 e “stimavano” un incremento del 2,5% rispetto a settembre 2006.

Il 33,3% degli intervistati osservava una stabilità delle presenze rispetto a luglio 2005, mentre il 25,4% stimava una diminuzione. I dati rispetto ad agosto 2005 erano rispettivamente del 43,8% e 21,7%, mentre rispetto a settembre 2005 il 41,9% prevedeva una stabilità e il 12,8% una contrazione.

Dati più o meno simili venivano rilevati per le strutture extra alberghiere intervistate.

Tutto ciò era stato sufficiente per concludere che la stagione 2006 stava andando bene.

Nel febbraio 2007, nel corso della BIT, la soddisfazione per la stagione 2006 venne confermata con l’anticipazione di dati ISTAT ad ottobre 2006 che, sul complesso delle strutture ricettive (alberghiere e complementari) evidenziavano una crescita degli arrivi del 2,66% rispetto al 2005 e delle presenze del +2,70%.

(Rinaldo Brau, in un suo commento a margine dell’articolo “Turismo, la giungla dei numeri” aveva precisato che i dati ISTAT ad ottobre 2006 - utilizzati da CRENOS nel suo Rapporto Annuale - erano difformi da quelli diffusi dalla Regione).

L’andamento della stagione 2006 venne inoltre confermato nel corso del TTI, la rassegna turistica svoltasi a maggio 2007.

In quella stessa occasione venne presentata la nuova Indagine Congiunturale 2007, dalla quale emergeva che gli operatori intervistati si “aspettavano” una crescita del +2,1% per l’estate 2007 (il 43,9% prevedeva stabilità, mentre il 9% stimava una diminuzione, con un 21,2% che preferiva non esprimersi).

Così ci eravamo lasciati, dopo che anche la Banca d’Italia aveva provveduto a dire la sua.

La nuova puntata: i dati ISTAT 2006

Lo scorso 16 agosto l’ ISTAT ha presentato i dati (provvisori) della “Capacità e Movimento delle strutture ricettive per l’anno 2006”.

Il risveglio è stato brusco: tra il 2006 ed il 2005, sul totale delle strutture ricettive, gli arrivi sono cresciuti di 34.683 (+1,8%) unità e le presenze di 142.223 (+1,4%); nello stesso periodo, per le strutture alberghiere, gli arrivi sono cresciuti di 23.233 (+ 1,6%) e le presenze di 85.774 (+1,1%).

Va inoltre precisato che gli esercizi alberghieri nell’anno analizzato sono aumentati di 49 unità (+ 6,3%) per un incremento di 5.951 posti letti.

Pur ribadendo che i dati ISTAT sono provvisori e che bisognerà attendere altri sei mesi per avere quelli definitivi, è evidente che c’è qualcosa che non torna.

Il Centro Studi della Confindustria Sardegna in due note rispettivamente del 27 febbraio 2007 sulla “Capacità e movimento delle strutture ricettive 2005” e del 5 settembre 2007 sulla “Capacità e movimento delle strutture ricettive 2006” ha cercato di analizzare i dati ISTAT disponibili nel biennio 2004-2006, confrontando le performance della Sardegna con quelle di due regioni italiane, la Calabria e la Sicilia, che stanno diventando temibili concorrenti sul marino-balneare.

I risultati a cui si è giunti testimoniano di una crescita moderata della Sardegna, con una contrazione nelle presenze italiane ed un incremento in quelle straniere, a fronte di un deciso aumento di Calabria e Sicilia che sembrano essere state capaci di meglio intercettare i crescenti flussi turistici.

Tra il 2004 ed il 2005 si è inoltre registrata una flessione del nord Sardegna accompagnato da una crescita della Sardegna meridionale. In attesa di verificare se la tendenza sia o meno confermata anche nel 2006, appare chiaro che, nonostante l’ottimismo manifestato a più riprese, la situazione non è così rosea.

Le novità: i dati della Regione per la stagione gennaio - luglio2007

Lo scorso 10 agosto la Regione ha presentato “le prime stime effettuate dagli uffici regionali” sull’andamento della stagione 2007. Su un campione di 254 alberghi (il 30,7% degli 824 alberghi registrati dall’ISTAT nel 2006), intervistati a metà luglio, per il 42,5% il bilancio del primo semestre 2007 è giudicato “abbastanza positivamente”, mentre per l’11% “molto positivamente”.

Ma lo scorso 14 settembre, la Regione ha divulgato “i dati su presenze e arrivi in Sardegna relativi al periodo gennaio-luglio 2007” che evidenziano “un incremento intorno al 3% nelle presenze e una stabilità negli arrivi”.

I dati “assolutamente incontrovertibili in quanto comunicati direttamente dagli albergatori agli uffici delle istituzioni provinciali e quindi agli uffici della Regione”, pur “ancora non certificati dall’ISTAT”, evidenziano che “si passa da 5.195.130 presenze del periodo gennaio-luglio 2006 a circa 5.350.000 presenze dello stesso periodo 2007”, mentre “gli arrivi si attestano invece su 1.080.000 nei primi sette mesi 2007 contro 1.068.183 dello stesso periodo 2006”.

Ciò “indubbiamente dimostra che sino a luglio non vi è stato un calo di presenze”, precisa la nota che invita a “prendere in considerazione i numeri forniti [freddi e inequivocabili], al di là di qualunque strumentalizzazione politica”.

Un 1 è sempre uguale ad 1?

Si ripete pertanto quanto già accaduto nel 2006, prima i dati di un’indagine congiunturale, che pertanto andrebbero “presi con le pinze”, trattandosi di una rilevazione delle sensazioni e delle aspettative degli operatori; poi dei dati frutto di una “rilevazione totale di tipo censuaria” (o almeno presentata come tale).

La stessa Regione precisa che non si tratta di dati certificati dall’ISTAT. Ciò significa che non sono state applicate misure per il controllo di qualità delle misure (metodi correttivi per ridurre l'effetto dei non rispondenti sui risultati: solleciti alle unità/enti non rispondenti, iniziative per favorire la partecipazione all'indagine;Trattamento delle risposte errate o incomplete: metodi correttivi per ridurre gli effetti delle risposte errate o incomplete, ritorno sulle unità, metodi per la stima degli effetti delle risposte errate o incomplete; Validazione dei dati: controllo di congruenza con precedenti dati della stessa indagine).

Dal momento che concordiamo con la Regione quando afferma che è necessario prendere in considerazione solo i numeri, evitando strumentalizzazioni, ci preme evidenziare che esistono numeri e numeri. Non tutti i numeri sono eguali.

O meglio 1 è sempre 1, ciò che è diverso è come si arriva a quell’1.

Vi sono i numeri che risultano da indagini condotte secondo rigorosi metodi di rilevamento, sottoposte a verifiche e controlli di qualità, rispettose degli standard internazionali, corredate di adeguate note metodologiche, in grado di soddisfare principi tali da rendere confrontabili i numeri rilevati in anni diversi.

Vi sono numeri invece che, pur in grado di fornire qualche indicazione, sono il risultato di indagini meno rigorose, che si portano dietro errori e risposte incomplete, potenzialmente in grado di distorcere il risultato stesso dell’indagine.

Vi sono poi numeri che registrano sensazioni, aspettative e che dunque vanno trattati con molta attenzione, perché, come tutti sanno, risentono del comportamento irrazionale dell’intervistato e della sua percezione dell’ambiente in cui vive. Come tali possono essere presi come un’indicazione, più o meno utile, ma non certo come “oro colato”.

Alla prossima puntata

Ecco perché noi aspetteremo pazientemente 180 giorni, quando, come quest’anno, l’Istituto di Statistica rilascerà i dati provvisori e allora li confronteremo con quelli forniti dalla Regione.

Ed è probabile che, come per il 2006, si avranno delle sorprese.

Per il momento ci limitiamo a registrare le due note della Regione, a tenerle da parte, per poi tornare sul tema coi freddi ed inequivocabili dati, questa volta certificati.

Perché solo su quelli ci piacerebbe ci si confrontasse. E su questo punto, caparbiamente, continueremo ad insistere.




Volete aggiungere un commento? Inviatelo a commenti@insardegna.eu, indicando il vostro nome e cognome (obbligatorio) e specificando nel soggetto del vostro messaggio il titolo di questo articolo.



by Roberto Saba last modified 2007-09-17 19:04

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