L'Europa politica ha molti difetti, ma anche alcuni indubbi meriti. Tra questi, una confortante capacità di ricordare ai nostri politici distratti, con autorevolezza, i benefici della concorrenza e le regole che vanno rispettate per non sprecare soldi del contribuente. Così, eccoci di nuovo al caso della mineraria Silius. Un caso emblematico per confrontare opposte strategie su come affrontare situazioni di crisi. Far finta che l'impresa sia ancora capace di generare ricchezza e farla gestire da una società pubblica, rischiando di bruciare altre decine di milioni del contribuente? Oppure prendere atto che la crisi non è solo temporanea, e farsi carico dei lavoratori con moderni strumenti di sostegno al loro reddito e alla loro riqualificazione professionale?
Del tema Silius ci siamo occupati in un precedento intervento di Roberto Saba, nel quale trovate i link a tutti i principali documenti, e in uno di Francesco Pigliaru su La Nuova Sardegna. Ecco il comunicato della Commissione:
Aiuti di Stato: la Commissione avvia
un'indagine approfondita in relazione all'aiuto concesso alla società
mineraria pubblica italiana Fluorite di Silius
La Commissione europea ha avviato un'indagine
approfondita per stabilire se l'Italia abbia violato le norme del trattato CE in
materia di aiuti di Stato in conseguenza dell'aggiudicazione da parte della
Regione Autonoma Sardegna della concessione mineraria "Genna Tres Montis" a
Fluorite di Silius S.p.A una nuova società pubblica di recente
costituzione. In particolare, la Commissione dubita che la Regione si sia
attenuta al principio dell'investitore operante in economia di mercato. La
Commissione teme inoltre che la nuova società erediti una parte dell'aiuto
di Stato, da essa dichiarato incompatibile il 21 febbraio 20(cfr. IP/07/224),
di cui ha fruito il suo predecessore, la società Nuova Mineraria Silius
S.p.A. L'avvio dell'indagine approfondita fornisce agli interessati la
possibilità di commentare le misure in oggetto, lasciando impregiudicato
l'esito del procedimento.
Neelie Kroes, commissario europeo responsabile della concorrenza, ha
dichiarato: "La Commissione teme che ancora una volta, grazie a un ulteriore
aiuto, siano artificiosamente salvaguardate le attività minerarie in
Sardegna, a spese del contribuente. Dubitiamo che una società privata
investirebbe nelle condizioni attuali e quindi l'aiuto in questione sembra
configurare un aiuto al funzionamento che, nel lungo periodo, non
avvantaggerà né la miniera né il contribuente".
Secondo le informazioni ricevute dalla Commissione, la Regione Autonoma
Sardegna ha indetto una gara per l'aggiudicazione della miniera Genna Tres
Montis – precedentemente gestita da Nuova Mineraria Silius S.p.A.
attualmente in liquidazione – e ha creato la nuova società Fluorite
di Silius S.p.A., che controlla al 100%, affinché partecipasse alla gara.
La Regione ha poi aggiudicato la concessione a Fluorite di Silius e ha
trasferito alla nuova società sia gli attivi residui che il personale di
Nuova Mineraria Silius.
In base alle regole UE sugli aiuti di Stato, gli interventi da parte delle
autorità pubbliche in aziende che svolgono attività economiche possono
essere considerati esenti da aiuti qualora dette attività siano svolte
secondo modalità che un operatore privato operante in normali condizioni di
mercato avrebbe accettato.
Nella sua valutazione preliminare la Commissione ha espresso dubbi sul fatto
che la Regione Sardegna si sia comportata come un investitore operante in
economia di mercato giacché la gara prevedeva condizioni rigorose quanto
all'obbligo di assumere per un periodo di almeno 5 anni tutti i dipendenti di
Nuova Mineraria Silius.
Anche la redditività del progetto sembra essere chiaramente inferiore
alla media del settore. La Commissione ha peraltro constatato che Fluorite di
Silius potrebbe ereditare parte dell'aiuto illegale concesso a Nuova Mineraria
Silius dato che riceverebbe gratuitamente gli attivi inizialmente appartenenti a
quest'ultima.