Perché Rosy Bindi
Per la sua storia personale, politica e istituzionale. Perché ha dimostrato coraggio nel mettersi in gioco in una competizione dall’esito quasi scontato, rendendola “vera” e restituendo al termine “democratico” la sua accezione più corretta. Perché è la persona più adatta per guidare un partito che racchiude anime differenti, per la sua capacità di mediare senza lasciarsi tentare dal cerchiobottismo. Perché, dei tre più accreditati contendenti, è quella più “a sinistra”, sia nella sua concezione del Welfare che nella strenua difesa dei diritti degli ultimi. Perché, da cattolica convinta, ha sempre mostrato rispetto e difeso la laicità dello Stato. Perché ha votato per la legge 40, ma poi si è battuta fino all’ultimo per i Dico.
Voto Rosy Bindi perché non le sarebbe mai venuto in mente di citare la signora Berlusconi come primo nome tra gli “immancabili” del nuovo Partito Democratico. Perché non ha timore di schierarsi, anche a costo di scontentare qualcuno. Perché non ha paura di opporsi ai poteri forti.
Voto Rosy Bindi non perché è una donna, ma perché è riuscita a far politica da donna in un mondo ancora riservato agli uomini. Voto Rosy Bindi perché non è una “professionista della politica”, perché arriva dalla cosiddetta società civile e non ha timore di dovervi, un giorno, ritornare.