Sorpassi: una precisazione politica
Siamo in campagna elettorale e gli opposti schieramenti litigano su chi ha governato peggio/meglio in passato. Difficile da dirsi. Anche perché si giustificano eventuali cattive performance dell’economia nazionale durante il proprio operato con fattori “esterni”. Eppure, forse, i dati Eurostat qualche indicazione su chi ha operato meglio/peggio riescono a fornirla.
In un precedente articolo abbiamo analizzato la performance dell’economia italiana rispetto alle altre economie europee utilizzando il numero indice del Pil pro capite calcolato dall’Eurostat (sul tema si veda anche l'articolo di Antonello Angius). Come detto nell’articolo, uno dei vantaggi che deriva dall’uso dei numeri indice è che permettono di identificare con facilità l’ampiezza del divario di una economia rispetto ad un livello di riferimento che, in questo caso, è il livello del Pil medio dei 27 paesi Europei posto pari a 100.
Ma un altro vantaggio non evidenziato in precedenza è che l'uso dei numeri indice consente anche di valutare con immediatezza la performance economica di un paese rispetto agli altri. Per fare un esempio concreto, nel caso del periodo preso in esame, che copre gli anni dal 1997 al 2006, molte economie europee hanno conosciuto una situazione di crisi economica e hanno rallentato la crescita a causa della congiuntura internazionale avversa. L’analisi grafica delle serie del Pil non calcolate come numeri indice renderebbe probabilmente molto difficile identificare chi, all’interno della congiuntura negativa, è andato peggio o meglio degli altri. Al contrario, i dati Eurostat analizzano la performance di un paese rispetto agli altri (per la precisione, rispetto alla media UE27) e depurano quindi il dato dall’influenza della congiuntura internazionale. L’andamento decrescente dell’indice italiano evidenziato nella Figura 1 mostra dunque che, sebbene tutti i paesi europei abbiano dovuto fare i conti con una congiuntura negativa dovuta sia alla politica di rigore che molti paesi hanno dovuto attuare per entrare nell'Euro che agli avvenimenti successivi all'undici Settembre, l’economia italiana è riuscita a fronteggiare la crisi peggio degli altri, in quanto ha perso competitività e molte posizioni rispetto ai 27 partners europei.
Nella Figura abbiamo poi voluto identificare (con linee verticali nere per l'Italia, in rosso per la Spagna) il momento in cui sono avvenuti i cambi di Governo per vedere come è andata l’economia durante ciascuna legislatura. Si può sempre obiettare che ogni nuovo Governo inevitabilmente riceve, appena eletto, pesanti eredità dal passato e che, quindi, non è mai possibile attribuire responsabilità precise. E' indubbio che, usando le recenti parole del Governatore della Banca d'Italia Draghi, al di là di ogni valutazione di parte i dati indicano che in Italia "...occorre vedere con chiarezza i nodi strutturali, operare per scioglierli”. Tuttavia, per chi ritiene che l’azione di un Governo possa incidere all’interno della legislatura, i dati suggeriscono che la perdita di competitività della nostra economia, al netto della congiuntura internazionale, è presente durante i Governi di centro-sinistra ma risulta più marcata durante gli anni dei Governi di centro-destra.
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