Personal tools
You are here: Home Argomenti Società “Impulsiva e riflessiva”: il Quaderno Bianco della scuola italiana e il confronto internazionale
Navigation
« July 2010 »
Su Mo Tu We Th Fr Sa
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 

“Impulsiva e riflessiva”: il Quaderno Bianco della scuola italiana e il confronto internazionale

Document Actions
di Rosamaria Maggio *

Il Quaderno Bianco ha avviato un processo di valutazione del sistema scolastico italiano per individuare il percorso che porti a una nuova qualità dell’offerta. La stessa pubblicazione dei dati PISA-OCSE conferma le debolezze del nostro sistema. Ma è davvero tutto così negativo? Rosamaria Maggio ci offre la lettura di un vissuto quotidiano che porta ad immaginare altri percorsi possibili.


5-15Nello scorso mese di settembre i ministri della Pubblica Istruzione e dell’Economia hanno presentato il Quaderno Bianco della scuola nel quale sottolineano il ruolo che questa ha per la crescita della persona e per lo sviluppo civile, democratico ed economico dell’Italia.

Ribadiscono la necessità di rafforzare il capitale materiale e immateriale per lo sviluppo del paese e di migliorare la qualità della scuola attraverso la valorizzazione degli insegnanti per accrescere la mobilità sociale, per aumentare la produttività, per consolidare e diffondere il godimento dei diritti di cittadinanza.

Il punto di vista del Quaderno Bianco

L’obiettivo del Quaderno Bianco è quello di evidenziare pregi e criticità del nostro sistema scolastico per prefigurare scenari di sviluppo e possibili soluzioni. Si tratta però di un documento complesso e difficile per i non addetti ai lavori perché, di fatto, è un documento economico. Efficacia ed efficienza della spesa pubblica per l’istruzione sono perciò i principi ispiratori.

Il Quaderno Bianco fa una approfondita analisi dei dati e dei risultati conseguiti dal sistema di istruzione italiano, evidenziandone anche gli aspetti negativi o considerati tali nel confronto con gli altri paesi .

Dall’analisi non viene però sottolineato un dato rilevante: dal ‘96 al 2006 la popolazione scolastica è aumentata di circa il 20%, senza che ci siano state riforme o azioni amministrative finalizzati al conseguimento di questo risultato. Ciò potrebbe essere spiegato con l’aumentata consapevolezza delle famiglie ad investire sull’istruzione dei propri figli. Questo dato smentirebbe l’idea che la maggior parte della società non ritiene che la cultura sia un valore e la scuola una grande opportunità.

Il confronto con i sistemi scolastici internazionali

Il Quaderno Bianco fa emergere con chiarezza come molti dati dei confronti internazionali non siano negativi in assoluto, come ad esempio il fatto che i nostri studenti trascorrano più tempo a scuola dei loro compagni europei, in quanto la scuola italiana è investita di funzioni e finalità più ampie di quelle di altri sistemi scolastici, o che il rapporto docenti- studenti sia superiore alla media europea dipende dalla presenza nella nostra scuola degli insegnanti di sostegno, di religione ed al tempo pieno e prolungato.

Aspetti considerati in assoluto deboli sono:

  • L’eccessivo costo annuale per studente;
  • la dispersione scolastica ancora al di sopra del 20 %;
  • le modeste competenze dei nostri diplomati;
  • i cattivi risultati nelle valutazioni campionarie OCSE circa le conoscenze matematiche, scientifiche e linguistiche dei nostri ragazzi.

Pur osservando che ci sono effetti distorsivi di cui le indagini internazionali non possono tener conto, il Quaderno Bianco sottolinea i modesti risultati dei nostri studenti in termini di apprendimenti scolastici.

Il Quaderno mette in evidenza che il fattore tempo non incide sulla qualità dell’apprendimento: nelle scuole di altri paesi dove la qualità è migliore, i ragazzi stanno meno a scuola.

Non influirebbe sulla qualità neppure il rapporto numerico docente–studente (il Quaderno Bianco elabora uno studio prototipale per la programmazione del fabbisogno dei docenti prevedendo con questo un aumento di tale rapporto nel corso dei prossimi anni). Gli ultimi dati risultanti dall’indagine Ocse –PISA 2006 confermano quanto già conosciuto sulla base delle precedenti indagini e cioè le modeste competenze dei nostri studenti ben al di sotto delle medie europee. InSardegna.eu ha pubblicato di recente una comparazione dei risultati anche con riguardo a territori regionali e gli studenti sardi risultano essere il fanalino di coda.

La valutazione proposta dal Quaderno Bianco è quella che serve al sistema italiano?

Il Quaderno Bianco pone troppa enfasi sulla misurazione di standard e competenze e sulla valutazione di sistema, a cui lega ogni conseguente scelta politica e ogni innovazione in merito al lavoro degli insegnanti e alla loro professionalità. La proposta sul funzionamento del sistema nazionale di valutazione, sui suoi scopi e usi, appare condotta più con una logica di tipo anglosassone che italiana, con il rischio di instaurare meccanismi competitivi tra scuole e tra docenti che avrebbero l’effetto contrario a quello voluto.

I bambini a passo di marcia

Nondimeno, appaiono interessanti i risultati dell’indagine Pirls-ICONA* Iea* 2006 dai quali risulta che le competenze in lettura dei nostri bambini di quarta elementare sono di gran lunga superiori a quelli europei e mondiali. Infatti nella classifica mondiale, fra i 40 paesi aderenti e 45 sistemi scolastici messi a confronto, (il Belgio partecipa con 2 sistemi scolastici e il Canada con 5), l’Italia occupa il 6° posto nella classifica mondiale e il 2°, dopo il Lussemburgo, in quella europea. Risulta inoltre aver migliorato le sue prestazioni rispetto al 2001 in special modo nel Sud e nelle Isole (i dati sono diametralmente opposti a quelli PISA –OCSE 2006). Inoltre i bambini italiani sono, a parità di percorso scolastico, più piccoli di età rispetto ai bambini degli altri paesi. Tale competenza è riferita alla Reading Literacy che è una competenza più articolata della semplice lettura, comprendendo anche la capacità di riflettere e saper utilizzare quanto letto per il raggiungimento di obiettivi personali e sociali. In questa accezione quindi le competenze dei nostri bambini di 4° elementare, confrontate a quelle dei compagni di altri paesi del medesimo livello scolare, assumono un significato particolarmente importante.

I ragazzi con passo del gambero

Il punto è :

che succede dalla 5° elementare alla seconda superiore e cioè nei sei anni successivi?

Una competenza come quella accertata dallo studio PIRLS è una competenza trasversale quindi indispensabile ma anche sufficiente per l’apprendimento in qualunque altro campo del sapere. E’ quindi strano che, pur in presenza di tali elevate competenze di base, i nostri studenti non riescano a tenere il passo una volta giunti al 15° anno di età. E’ vero che le rilevazioni Ocse sono basate sull’accertamento di competenze tra studenti di paesi i cui sistemi scolastici sono prevalentemente fondati sull’accertamento di competenze mentre quello italiano è fondato sull’apprendimento di conoscenze. Ciò però non può giustificare risultati di così basso livello anche perché gli ultimi dati OCSE PISA evidenziano un peggioramento della situazione rispetto ai risultati della precedente indagine (2003).

Una buona partenza

Si tratta quindi di fare una riflessione seria su quel segmento di scuola successivo alla primaria in cui, per le problematiche tipiche dell’età adolescenziale che complicano la relazione educativa, si complica anche il processo di insegnamento-apprendimento. Occorre sicuramente una riflessione sulle nuove modalità di apprendimento dei nostri studenti in quella fascia di età in cui anche altre fonti di conoscenza occupano l’attenzione e l’interesse degli allievi, senza criminalizzare ma anche senza enfatizzare e sposare alternative e scorciatoie, perchè solo attraverso la acquisizione di un metodo nell’organizzazione delle conoscenze, queste possono diventare un vero sapere e cioè conoscenze attive, utilizzabili come vere e proprie competenze.

Bene ha fatto la Giunta della RAS a destinare ingenti finanziamenti ,veri e propri investimenti, per la qualità dell’istruzione, vincolando parte di queste risorse ad interventi sul curricolo e cioè per il consolidamento delle competenze degli studenti in ambito linguistico, logico matematico e scientifico. Alle scuole autonome la capacità di saperle mettere a frutto.

Per saperne di più:

IEA (associazione indipendente di centri di ricerca educativa), con sede ad Amsterdam. E' stata fondata nel 1958 e, attualmente, vi aderiscono 53 paesi. Scopo della IEA è condurre ricerche comparative internazionali nel campo della valutazione educativa.

ICONA: Indagine sulla Comprensione della lettura dei bambini di Nove Anni

PIRLS: Progress in International Reading Literacy Study



* Insegnante-Cidi di Cagliari




Volete aggiungere un commento? Inviatelo a commenti@insardegna.eu, indicando il vostro nome e cognome (obbligatorio) e specificando nel soggetto del vostro messaggio il titolo di questo articolo.



by Rosamaria Maggio last modified 2007-12-21 08:25

Powered by Plone CMS, the Open Source Content Management System

This site conforms to the following standards:

Bookmark and Share